Sembra raggiunta un’intesa tra l’azienda Wind Tre e i sindacati per quanto riguarda la cessione dei call center di Cagliari, Palermo, Roma e Genova, che coinvolge ben 680 lavoratori impiegati nel servizio clienti dell’ex H3G.

Wind Tre lavoratori
Lavoratori Wind Tre. Situazione complicata sul fronte occupazionale per la nuova joint venture.

La fusione della Wind e Tre Italia ha ovviamente sconvolto l’organizzazione interna delle aziende, e sono stati necessari dei cambiamenti nelle condizioni di tutte quelle persone impiegate nei vari uffici. Circa 900 lavoratori avevano già accettato precedentemente l’esodo incentivato offerto dall’azienda, ma un’altra buona parte saranno trasferiti per i prossimi 7 anni a Comdata, a partire dal 5 Luglio 2017.

L’intesa – spiega Luciano Sale, Direttore delle risorse umane di Wind Tre – ha definito condizioni di miglior favore per i dipendenti, su welfare, buoni pasto e altri temi”. I sindacati fanno notare che “nella trattativa sono state affrontate molte questioni, ma le due principali sono relative alla garanzia della conservazione del posto di lavoro, alle stesse condizioni, per sette anni, e il mantenimento delle sedi sui territori”.

Quindi, dopo due giorni di trattative, i call center dell’ex H3G sono passati nelle mani di Comdata che si occuperà di ricostruire l’organico e di assumere 120 lavoratori part time in collaborazione con Anpal e le istituzioni, attingendo al bacino degli ex dipendenti di Almaviva Roma, che sono stati licenziati lo scorso Dicembre 2016.

I dipendenti che saranno trasferiti, tuttavia, manterranno l’anzianità di servizio con un contratto di sette anni che assicura l’erogazione di un importo lordo pari a 9,5 mensilità a fronte della rinuncia a ogni pretesa del rapporto di lavoro intercorso. Si tratta di un contratto commerciale con attività innovative come la gestione dei canali digitali oltre a quelli tradizionali, e ci saranno degli incontri annuali tra le due aziende per controllare l’andamento dell’accordo. Comdata porterà avanti anche un piano formativo per aggiornare i dipendenti sul lavoro da svolgere.

Fermo restando – ha sottolineato Giorgio Serao della segreteria nazionale Fistel Cislla contrarietà espressa dalla Fistel Cisl alle politiche di esternalizzazione perché inefficaci e dannose per le aziende che le utilizzano, purtroppo in queste circostanze il sindacato ha il dovere di contrattare per i lavoratori interessati le migliori condizioni economiche e normative per il passaggio alla nuova azienda“.

Secondo l’accordo stipulato la Comdata non potrà fare licenziamenti collettivi nei sette anni previsti dal contratto, e si impegna a garantire la continuità del fondo sanitario integrativo, i buoni pasto, una parte del welfare applicato in Wind Tre sulle assenze per malattia bambino, e i turni con gli stessi orari e modalità.

Quindi i call center Wind Tre saranno suddivisi tra Palermo, Cagliari, Roma e Genova, ma ora questo accordo sarà vagliato dai lavoratori in assemblea per una conferma definitiva.

Nei corridoi della Comdata, tuttavia, si percepisce paura ed incertezza per una eventuale riduzione del personale non dichiarata ma indotta con “turni spezzati, software destinati al controllo a distanza, aumento dei carichi di lavoro, richiesta di rinunciare a clausole non flessibilità dietro minaccia di trasferimento”. La situazione occupazionale in Wind Tre è oggi complicata da prevedere. In campo, davvero mille variabili.

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