Se ne parla da tempo e prima o poi doveva accadere anzi, era proprio ora! Il 2018 potrebbe essere fatidico per la rete super veloce 5G e il Governo Italiano ha messo il turbo per mettere in piedi l’asta che servirà a distribuire le frequenze della nuova rete. Tim, Vodafone, Wind 3 e Iliad scaldano i motori. E il portafogli.

5G Tim, Vodafone Wind 3 e Iliad
Tim, Vodafone, Wind 3 e Iliad ai nastri di partenza per la gara per le frequenze del 5G. Ci sarà anche Fastweb.

La cosiddetta quinta generazione mobile. Al momento solo in fase di sperimentazione e che vedremo commercializzata non prima del 2020. Intanto il prossimo anno si comincia, almeno questo è nelle intenzioni di Governo e telco, con le aste. E oltre i soliti noti anche altri protagonisti delle telecomunicazioni non resteranno certo a guardare. Il 5G piace e fa gola a tutti.

Il 5G nella prossima Legge di Bilancio

Secondo fonti accreditate pare che il Ministero dell’Economia, il Ministero per lo Sviluppo Economico e Palazzo Chigi siano al lavoro per inserire il progetto nella prossima legge di bilancio. Alcuni giorni fa lo stesso Antonello Giacomelli, sottosegretario con delega alle Comunicazioni presso il Mise aveva ipotizzato un’accelerazione dei tempi per la famosa asta per le frequenze 5G.

Tim, Vodafone, Wind 3 e il nuovo gestore Iliad saranno i grandi protagonisti del 5G. Ma ci sarà sicuramente anche Fastweb e forse qualche entrata a sorpresa

In tutto questo si prospetta l’inizio di una nuova fase, forse ancora più lunga e complessa di quella per l’assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre. Gli aspetti tecnici sono tanti e i gestori, Tim, Vodafone, Wind Tre, Iliad, Fastweb e altri eventuali nuovi entranti, dovranno essere pronti a mettere mano alla cassa per spendere soldi. Tanti soldi.

Anche i vari broadcaster tv avanzeranno le loro richieste e dovranno quindi effettuare un upgrade dall’attuale banda dei 700 Mhz alla sub 700.

Inoltre le aziende telefoniche sono un po’ sotto pressione. Hanno da poco sborsato 2 miliardi per il rinnovo al 2029 dei diritti d’uso delle frequenze 900 e 1800 Mhz, ed è datato 2011 l’esborso di 4 miliardi per le frequenze 800 Mhz. Inoltre TIM e Vodafone nel 2015 si sono aggiudicati per 230 milioni a testa due blocchi di frequenze della Banda L.

Aspetti tecnici ed economici importanti perchè per le aziende si tratta di grossi investimenti sul futuro loro e dell’ intero comparto tlc. Passaggi importanti però anche per il Governo Italiano che dovrebbe vedersi versare nelle proprie casse un bel pò di soldi. Si parla di una cifra attorno ai 3 miliardi. Una mini finanziaria insomma.

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