Il mercato immobiliare francese è in subbuglio, “poi voglio vedere se e quando si metterà mano a quello italiano”, a causa di Airbnb il famoso portale on line che mette in contatto domanda e offerta per l’affitto di appartamenti ma anche stanze o semplici posti letto spesso a prezzi davvero competitivi.

Airbnb multe in arrivo
Multe Airbnb. Arrivano sanzioni per gli hoster senza autorizzazione. Parigi dichiara guerra agli affitti online non autorizzati.

Airnbnb, in Italia come in Francia, ha contribuito ad abbassare le tariffe per l’ affitto di strutture vacanza extra-alberghiere.

Ovviamente non è tutto oro quello che luccica e nel tempo la speculazione di questo tipo di servizi è aumentata tanto da far intervenire il Comune, in questo caso di Parigi.

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Nella capitale francese infatti è già boom di multe anche molto salate per coloro che affittano irregolarmente su Airbnb ma anche altre piattaforme simili che grazie al web sono fioccate in questi anni. Nel solo primo semestre 2017, l’ammontare delle contravvenzioni comminate dal comune francese è stato di 615.000 euro, una somma quadruplicata rispetto ai 45.000 euro del 2016. Il sindaco Anne Hidalgo ha dichiarato guerra agli affitti irregolari.

Oggi in Francia, affittare casa oltre i 120 giorni all’anno senza dichiararlo è rigorosamente vietato.

I responsabili del famoso sito ovviamente non ci stanno. Non ritengono le multe giuste per il loro tipo di servizio, rimarcando che gli affittuari della piattaforme al massimo affittano per circa 33 volte all’anno, ma allo stesso tempo invitano gli affittuari che si servono della piattaforma a rispettare norme e leggi del posto.

La vicenda riaccende un problema piuttosto esteso circa il mercato immobiliare non solo francese. Sul piede di guerra anche le agenzie immobiliari che in questo modo temono di vedersi soffiare diversi immobili sul mercato ma anche gli albergatori che devono quindi affrontare una concorrenza sleale.

La notizia arriva a pochi giorni di distanza dall’annuncio del ministro dell’ economia, Bruno Le Maire, sull’intenzione di affrontare il delicato tema della tassazione dei big del web che consente ad Airbnb, e ad altre piattaforme digitali, di evitare di pagare le tasse in Francia sui profitti che fa in Francia.

Infatti, dal momento che le prenotazioni e i pagamenti relativi agli affitti francesi sono gestiti attraverso la sede europea del gruppo in Irlanda, Airbnb non paga gran parte delle imposte alla tesoreria francese.

Visto che ultimamente la Francia ha acceso diverse “lampadine” anche al governo italiano su questione Fincantieri e TIM – Vivendi, non è escluso che anche questa notizia riporti a galla la questione che è certamente molto italiana: evadere le tasse ricorrendo ad affitti di immobili spesso in nero non è certamente solo una questione del web. Anche molti privati non registrano contratti di affitto, molti neanche li fanno per evitare di pagare spese e tasse sugli stessi.

Ben vengano le regole e il rispetto ma si chiede sempre che valgano per tutti. Che ne pensate voi della questione?