Mentre continua il caso Tim e Vivendi (il colosso francese che detiene una bella partecipazione azionaria nel gruppo), continuano le importanti manovre ai vertici della compagnia telefonica ex monopolista di Stato. Il nuovo responsabile della comunicazione TIM è il giornalista Alessio Vinci. Noto al grande pubblico per essere stato l’ex conduttore di Matrix e volto celebre del canale albanese Agon Channel. Vinci ha anche ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione in Alitalia. Vinci subentrerà in TIM a Ivan Dompè.

Alessio Vinci TIM
Alessio Vinci, responsabile della comunicazione in TIM. Nuovo cambio ai vertici Telecom Italia.

La scelta su Alessio Vinci sarebbe avvenuta tenendo conto delle sue esperienze non solo in Italia ma anche per la sua permanenza come volto dell’emittente americana all news CNN. E forse anche vista l’ esperienza in Mediaset con cui Vivendi ha ormai rapporti complicati ma al tempo stesso molto stretti. Insomma sembra proprio che si cerchi di giocare comunque in casa.

Se vogliono davvero creare e lanciare la cosiddetta Netflix europea (la nuova Canal+), un esperto di contenuti multimediali e quindi anche televisivi torna sempre utile.

Alessio Vinci è nato in Lussemburgo da genitori italiani ed ha iniziato la sua carriera proprio in Cnn lavorando come corrispondente dal 1991, da Mosca e da Belgrado durante la guerra in Kosovo. Fu chiamato a Mediaset proprio per queste sue forti esperienze giornalistiche. Condusse prima Matrix in seconda serata Canale 5 e lanciò la prima Domenica Live, flop assoluto di ascolti per poi passare nelle mani di Barbara D’Urso.

In Tim Alessio Vinci prenderà il posto di Ivan Dompè, e porterà con sé Francesco Russo, avvocato, esperto in diritto della concorrenza, che dopo un’esperienza nello studio Erede ha ricoperto la carica di socio e responsabile della practice public affairs in Comin&Partners.

Per quanto riguarda ancora l’affaire Vivendi e Tim, l’azienda francese pare abbia rinunciato a qualsiasi forma di ricorso e sia intenzionata ad adeguarsi alla decisione del Governo Italiano di esercitare il golden power, che imporrà prescrizioni e condizioni al gruppo.

Il motivo per cui Vincent Bollorè non si oppone è perchè teme che, tirando troppo la corda, potrebbe perdere in definitiva la fetta di controllo in TIM, affare nel quale i francesi sembrano fortemente intenzionati a rimanere.

Continueranno nei prossimi giorni i colloqui tra Carlo Calenda e il ceo di Tim Amos Genish per discutere proprio del futuro di tutto il gruppo e sui nuovi progetti di sviluppo.

Tornando un attimo alla famosa ipotesi scorporo della rete TIM, idea rilanciata anche dal ministro Calenda, tutto è ancora fermo al palo. Ci sono diversi nodi da sciogliere, uno su tutti è se davvero vale la pena procedere con questo scorporo e se possa portare benefici a tutto il gruppo e a tutto il comparto delle telecomunicazioni.

L’attività istruttoria intanto è stata avviata, i primi risultati sono attesi per novembre. Giusto il tempo per valutare la replica e le contromosse di Tim, dopodiché si dovrà passare all’azione.

Lascia un tuo commento

Please enter your comment!
Please enter your name here