L’ Osservatorio delle Comunicazioni 2016 pubblica i dati d’ ascolto dell’ anno. Il rapporto di Agcom segna un mercato in mano ancora a due grandi operatori: Mediaset e Rai. Ma calano ancora gli ascolti delle generaliste. La tv del 2017 sarà tematica.

Analisi Auditel 2016
L’ Analisi dei dati Auditel del 2016. Ecco come è andata alle principali televisioni italiane. Chi sale e chi scende.

Mediaset e Rai tengono in questo 2016 che vede più contenuto il calo di ascolti dell’ oligopolio televisivo italiano. Da una parte Discovery ha leggermente visto frenare la propria crescita e sia Rai che Mediaset hanno investito molto per tenere competitive le proprie ammiraglie.

Canale 5 nel 2016 si conferma infatti prima tv commerciale italiana. Ma i problemi sono altrove, soprattutto su Italia 1 e Rete 4. Qui il calo diviene emorragia per due reti che, con il moltiplicarsi di offerte tematiche e on-demand, vedono perdere la loro reale identità. Soprattuto Italia1, da sempre legata al pubblico giovane ormai migrato verso altri lidi. Su tutti, internet e tv on demand.

Rete 4 sta perdendo il primato di sesta rete nazionale (pagando il pegno della poca appetibilità dell’ informazione Mediaset) in favore de La7 che come abbiamo analizzato anche su questo news blog, sta virando di fatto verso un modello tematico all news. Il modello generalista è talmente in crisi che anche i nuovi entranti, vera novità del 2016, Tv8 e Canale9, rispettivamente in mano a Sky e Discovery, non ottengono probabilmente il successo sperato. Tengono sulla prima e seconda serata ma riempire un completo palinsesto, anche per questi due gruppi, è stato ed è difficile.

I dati Auditel del 2016
Agcom pubblico il rapporto con i dati Auditel del 2016. Le born digital tematiche conquistano il pubblico

Nelle born digital confermano la propria leadership RealTime e Iris che fanno la fortuna dei due gruppi d’ appartenenza. Cambiano quindi le abitudini degli italiani, sempre più propensi a scegliere canale e piattaforma sulla base di un’ aspettativa, di un gusto personale. In questo senso, anche il 2017 sarà l’ anno dei canali tematici, con una programmazione coerente e dedicata ad una specifica fascia di pubblico.

Escludendo Iris (che sfrutta la ricca library cinematografica del gruppo Mediaset), Cologno Monzese non riesce a costruire prodotti tematici che sfondano. Soffrono, senza mai essere davvero decollate, le tante tv nate in fretta e furia come Italia2 e La5. In calo TopCrime e non va bene nemmeno a Mediaset Extra, salvata in corner dalla trasmissione, quasi h24, dell’ ultima edizione del Grande Fratello Vip.

In casa Rai va male Rai4, canale molto amato dal pubblico giovane dell’ epoca Freccero e sul quale si sta fortemente investendo in nuovi contenuti. Sulla Rai 4 che ci manca, abbiamo scritto questo post.

I dati Auditel del 2016

Nel 2016 Mediaset si attesta su uno share sul giorno medio del 32,3%. Rai invece conquista il 34.4, superata però dalla concorrente sul target commerciale. Sempre ottimi dati per Discovery, che in pochi anni ha colonizzato il digitale terrestre con una sfilza di tv free, pur restando con il piede anche sul sat di Sky. Il gruppo internazionale è ormai terzo editore italiano, assestandosi ad un 6,9%. Da segnalare il forte calo della Rai sui dati del 2012, quando aveva circa il 40% del pubblico televisivo. Un quasi meno 6% per la televisione di Stato, in quattro anni.

Soffre, in costante ricerca di un nuovo target, Rai2, prima diretta competitor di Italia1 ma che come questa, non riesce davvero a focalizzarsi sui giovani.

Nonostante qualche critica, funziona bene la gestione all’ insegna della spending review di Cairo con la sua La7. La televisione, sull’ onda delle nuove tensioni politiche, funziona e si attesta ormai abitualmente come sesta rete italiana. Ottimi gli ascolti nell’ access prime time e nella prima serata, quasi ogni sera dedicata a dibattiti politici in diretta. Nel 2017, La7 dovrà affrontare la perdita di Crozza, unica casella improntata alla leggerezza del palinsesto.

Nessuna spesa pazza per Cairo e le certezze di sempre, perlopiù di carattere giornalistico. Tutto sommato è una tv a basso costo che totalizza, in tempo di forte segmentazione, ascolti molto interessanti.

Interessante il dato di Sky che sale, rispetto al 2015, attestandosi ad un 8,7% di share pur non trainato da una corrispondente crescita del parco abbonati. Segno che chi è abbonato Sky, è sempre più fidelizzato ai programmi della piattaforma.

Ricordiamo comunque che Sky non è nel CDA di Auditel e che ha più volte mostrato la propria diffidenza rispetto al metodo d’ indagine e quindi ai dati raccolti. Sky utilizza anche un panel interno per monitorare le preferenze dei telespettatori.

Chiudiamo il nostro report dei dati d’ ascolto Auditel per l’ anno 2016, uno dei nostri ultimi post dell’ anno, augurandovi un felice 2016 e invitandovi a seguirci, per tutte le novità dal mondo delle telecomunicazioni, anche sulla nostra pagina Facebook.

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