Andamento euribor: previsioni esperti e strategie per chi ha un mutuo indicizzato

Mutuo variabile

Mutuo variabile

L’indice Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso di riferimento al quale le banche europee si prestano denaro e costituisce la base per il calcolo delle rate dei mutui a tasso variabile. La sua evoluzione è strettamente correlata alle decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE), in particolare alla gestione dei tassi ufficiali per contenere l’inflazione e sostenere la stabilità economica.

Dopo un periodo di rapidi e significativi rialzi, causati dalla necessità di contrastare l’inflazione elevata, l’andamento futuro dell’Euribor è oggetto di costante monitoraggio. Comprendere le dinamiche attuali è fondamentale per chi ha attivato (o ha intenzione di farlo) un mutuo variabile e desidera pianificare con cura l’impatto economico delle rate future. La decisione di scegliere un mutuo variabile richiede consapevolezza della flessibilità e del rischio intrinseco legato a questo strumento.

La relazione tra BCE e Euribor

Il legame tra i tassi di interesse della BCE e l’Euribor è diretto e quasi immediato. Quando la BCE aumenta i tassi per frenare l’inflazione, anche l’Euribor segue questa traiettoria di crescita, portando a un incremento della quota interessi sulle rate dei mutui indicizzati. Storicamente, l’Euribor anticipa i movimenti della BCE, reagendo alle aspettative di mercato sui futuri interventi. In un contesto economico in cui l’inflazione mostra segnali di moderazione, gli analisti tendono a prevedere una stabilizzazione dell’Euribor, ma il suo ritorno ai minimi storici registrati negli anni passati è ritenuto improbabile nel breve termine.

Le previsioni degli esperti, pur non essendo garanzie assolute, suggeriscono che il picco dei tassi potrebbe essere stato raggiunto o è in fase di raggiungimento, ma la discesa sarà graduale e condizionata dai dati macroeconomici. L’Euribor, quindi, dovrebbe mantenersi su livelli superiori rispetto al decennio precedente, obbligando i titolari di un mutuo indicizzato a ricalibrare il proprio budget con un costo del debito più elevato rispetto al passato.

Chiavi di casa (pexels)
Chiavi di casa (pexels)

Strategie di gestione del mutuo variabile

Per i titolari di un mutuo variabile, esistono diverse strategie per mitigare l’impatto di un indice fluttuante. Queste strategie si basano sull’ottimizzazione della rata e sulla riduzione del rischio residuo.

Una prima opzione consiste nel valutare l’opportunità di estinzioni parziali del capitale. Riducendo l’importo residuo del debito, si riduce anche la base su cui vengono calcolati gli interessi, alleggerendo di conseguenza l’entità della rata futura, anche se l’Euribor dovesse risalire.

Un’altra strategia riguarda l’accantonamento di una riserva finanziaria. Chi ha optato per scegliere un mutuo variabile accetta il rischio di fluttuazione, ma deve accompagnare questa scelta con una riserva di liquidità destinata esclusivamente a coprire gli aumenti imprevisti della rata, garantendo che le oscillazioni di mercato non compromettano il bilancio familiare. Questo approccio è particolarmente prudente in un regime di tassi incerti.

La valutazione di un’eventuale surroga e rinegoziazione

In determinate condizioni di mercato e in presenza di specifici profili di rischio, l’opzione della surroga del mutuo rappresenta un’alternativa da considerare. La surroga permette di trasferire il mutuo presso un altro istituto di credito a condizioni potenzialmente più vantaggiose, senza costi notarili o spese di istruttoria.

Se un cliente percepisce l’eccessiva volatilità come un rischio inaccettabile, la surroga può essere l’occasione per passare a un mutuo a tasso fisso, bloccando l’interesse a un livello predefinito e eliminando l’incertezza sulla rata futura. In alternativa alla surroga, è possibile considerare la rinegoziazione con la propria banca. Questo processo, meno complesso, può permettere di concordare una nuova durata, uno spread inferiore o un passaggio a un tasso fisso concordato, a seconda delle politiche dell’istituto e delle condizioni di mercato del momento. Questa valutazione, tuttavia, deve essere ponderata attentamente e tenere conto dei costi potenziali e delle condizioni offerte dal nuovo contratto.