L’installazione delle nuove antenne di Iliad in Italia, essenziali per la costruzione della nuova rete nazionale indipendente da Wind 3, sta sollevando non poche problematiche.

No alle antenne Iliad
Nuovo no alle antenne di Iliad. La costruzione della rete del nuovo quarto operatore mobile procede a singhiozzo.

Giulianova, città in provincia di Teramo, ha gettato nuovamente l’operatore francese nel centro della bufera a seguito dell’installazione di una sua antenna in piazza Dalla Chiesa, area solitamente di parcheggio per gli automezzi.

L’installazione, avvenuta lo scorso Novembre, ha scatenato la furia dei cittadini, che si sono ovviamente mobilitati per la troppa vicinanza dell’antenna alle abitazioni e strutture scolastiche come gli asili nido e scuole medie.

Secondo i comitati l’operatore avrebbe dovuto rendere note informazioni maggiori circa i motivi della nuova installazione. Anche se è doveroso dire che Iliad non ha fatto nulla di strano visto che il gestore non è necessariamente obbligato a diffondere informazioni sulla natura delle antenne.

Ovviamente l’installazione di queste antenne in centri cittadini molto popolati desta le perplessità dei cittadini a causa del rispetto dei limiti previsti dalla legge sulle emissioni elettromagnetiche, i quali hanno chiesto verifiche all’ARTA, l’agenzia regionale che si occupa della tutela ambientale.

A distanza di alcuni mesi, il quotidiano della città, “il Centro e La città”, ha rivelato che il comitato di quartiere di Giulianova è tornato nuovamente all’attacco rammentando una certa preoccupazione nei confronti di queste antenne di Iliad (e non solo!) nelle vicinanze dei centri scolastici.

L’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente è ancora alle prese con le verifiche atte a valutare se le due installazioni presenti a Gulianova siano conformi o meno ai limiti previsti dalla legge.

Ecco quanto dichiarato da Comitato di Giulianova:

L’Amministrazione di Giulianova, come tante altre amministrazioni avvedute si è dotata di un Regolamento che stabilisce delle prudenti linee guida alla luce delle conoscenze attuali, questo perché i cittadini sono in allarme e pur essendo favorevoli alle nuove tecnologie, vogliono che le antenne siano installate lontane da siti sensibili come scuole, ospedali, case di riposo ed abitazioni.

Il Comitato ha poi aggiunto che intende informare i cittadini di Giulianova, invitando i genitori a tutelare i propri figli. Il consiglio in questo caso è di vietare ai figli sotto i dieci anni l’uso di cellulari, che potrebbero esporli prematuramente a onde elettromagnetiche.

Noi siamo responsabili verso le nuove generazioni perciò chiediamo di investire su una tecnologia più sicura ed efficiente. Non facciamo in modo che la tecnologia tanto decantata e persino amata oggi, si trasformi, domani, in fumo o amianto, cioè rischi ignorati per tanti, troppi anni”, conclude il Comitato invitando tutti alla prossima assemblea.

Ma antenne e cellulari fanno davvero male?

In questi giorni è arrivata una storica sentenza

I cellulari fanno male alla salute? La questione è stata sollevata da diversi anni ormai ma tra studi che hanno smentito questo pericolo ed altri in qualche modo contraddittori hanno spinto alcuni esperti ad adottare un atteggiamento possibilista e di prevenzione contro eventuali rischi da emissioni nocive dai nostri amati, ossessivi smartphone, a questo si aggiunge quella che per certi versi è considerata una decisione storica del Tar del Lazio.

Secondo il Tribunale amministrativo regionale, i ministri Ambiente, Salute e Istruzione nei prossimi mesi dovranno approntare una massiccia ed efficace campagna informativa sull’uso corretto e più consapevole del cellulare ma anche dei cordless (si anche quelli, in teoria, possono nuocere alla salute) sui possibili rischi alla nostra salute.

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Ecco come hanno riportato i giudici del Tar nella sentenza:

Dagli atti depositati in giudizio risulta che già, con nota prot. n. 0001080 -P del 16 gennaio 2012, il Ministero della Salute, in riscontro ad una precedente richiesta di uno dei procuratori della Associazione ricorrente, evidenziava: “Il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all’uso del cellulare è alla costante attenzione del Ministero della Salute, in particolare a seguito della classificazione stabilita dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nel 2011, di agente possibilmente cancerogeno per l’uomo (categoria 2B) per i campi elettromagnetici in radiofrequenza.

La questione quindi rimane apertissima oltre che tutt’altro che risolta perché anche se nel 2011 il Consiglio Superiore di Sanità rilevò che non vi fosse evidenze scientifiche tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, invitando però a restare vigili e curiosi sull’argomento perché vi poteva essere comunque una relazione tra una lunga esposizione e rischi per la salute. Insomma gli studi e le ricerche sono andate avanti, per fortuna.

La campagna di informazione è in fase di preparazione e sarà basata proprio su quanto studiato e ricercato fino ad oggi. Quindi ancora una volta si cerca di prevenire che è sempre meglio che curare!

Intanto anche Laura Masiero, presidente dell’associazione per la lotta all’elettrosmog ha spiegato in una nota che si tratta di un segnale importante e molto forte che chiedevano da molto tempo: si tratta di rischi che non possiamo più sottovalutare. Gli studi scientifici stanno progredendo enormemente, abbiamo dei lavori importanti che indicano come ci siano dei rischi. Siamo di fronte a una sperimentazione globale, di massa, ma non ci si rende conto delle conseguenze che ci sono soprattutto per le fasce più deboli, i bambini sono i più a rischio. I cellulari non sono giocattoli, ma una tecnologia che e’ utile ma che va usata adeguatamente. Vigileremo sulla campagna informativa.

Inoltre la Masiero aggiunge che gli stessi studi, ricerche e campagne informative dovranno essere fatte anche sul prossimo 5G.

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4 commenti

  1. …Peccato che la maggior parte di questi movimenti, associazioni “anti…” e “… No…” basa la propria informazione e divulgazione sui social, su internet e la cosiddetta comunicazione…, come si dice oggi smart…, Attraverso Tablet, smartphone etc…quindi??? Ma di che stiamo parlando allora?… Senza evidenze scientifiche… Solo ricerca e sana curiosità…

  2. Pensavo che questi fanatici dell’elettrosmog si fossero ormai estinti. Ma siamo in una fase di enorme regresso culturale quindi la cosa non mi stupisce.

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