Le fatturazioni, finalmente, tornano ogni 30 giorni. Intanto Vodafone qualche settimana fa aveva già fatto sapere che sarebbe tornata alla normale fatturazione dei 30 giorni. Successivamente si era aggiunta anche TIM intenzionata ad anticipare le manovre di Governo e Parlamento, con l’intenzione di ripristinare già da gennaio 2018 la classica fatturazione mese solare. Ora, finalmente arriva lo stop definitivo dal Parlamento Italiano.

Bollette ogni 30 giorni
La fatturazione torna a 30 giorni. Ma non per volere dei gestori telefonici. A decidere, alla fine, è stato il Parlamento. Da gennaio 2018 i rinnovi ogni 4 settimane diventeranno “illegali”.

Come promesso infatti è stato varato l’emendamento presentato dal PD al decreto fiscale, che è stato poi approvato dalla Commissione Bilancio del Senato che mette definitivamente uno stop alla fatturazione delle 4 settimane attivata da tempo dai principali gestori di telefonia a cui si sono aggiunti nel tempo anche operatori virtuali (MVNO), per adeguarsi gioco forza al mercato. In ultimo, suscitando la protesta di molti abbonati, si era aggiunta anche Sky.

Nell’emendamento sono previste sanzioni a carico delle aziende che non si adegueranno entro 120 giorni prestabiliti. Previsti anche indennizzi forfettari di 50 euro per i clienti. E’ ora di dire definitivamente addio alle antipatiche 4 settimane.

E’ piuttosto verosimile quindi che tutti gli operatori si adegueranno al sistema di fatturazione classico già a partire dal prossimo gennaio 2018, il tempo di riaggiornare nuovamente i loro sistemi. E giusto in tempo per anticipare l’ arrivo del nuovo quarto operatore mobile Ho Mobile.

Ricordiamo che la fatturazione a 28 giorni comportava per i consumatori il pagamento di 13 bollette l’anno anziché 12, oltre a un aumento dell’8,6% dei costi annuali. Una mossa un po’ furba e molto poco trasparente nei confronti dei consumatori italiani.

Dall’emendamento in questione però sono escluse le società di energia, luce e gas che quindi possono fatturare, almeno in linea teorica, a 28 giorni perchè ci si basa sui consumi giornalieri degli utenti, come ha spiegato Silvio Lai del PD:

L’esclusione di altre tipologie d’impresa, quali le aziende fornitrici di gas ed energia, è dovuta alla logica constatazione che tale costi sono vincolati ai consumi e non all’arco temporale. Era importante che si ponesse fine a una vicenda che sta molto a cuore ai cittadini. I fornitori di servizi dovranno inoltre garantire informazioni chiare e trasparenti sulle diverse offerte e l’Autorità del settore, con la sua vigilanza, assicurerà che gli utenti possano fare scelte informate. In termini di trasparenza, poi abbiamo voluto fare un passo in più stabilendo che le aziende di servizi debbano dichiarare se la fibra ottica arriva al domicilio o solo alla centrale.

Ma come cambieranno ora le tariffe di Tim, Vodafone, Wind e 3? E come faranno le offerte di Sky a tornare in così breve tempo alla vecchia modalità? Dovremmo aspettarci improvvisi aumenti e una nuova ondata di rimodulazioni?

Come sempre, noi di UpGo.news continueremo a raccontarvi tutto, segnalando eventualmente, tutte le eventuali, speriamo di no, furberie delle nostre compagnie telefoniche.

Leggi anche: Wind 3, istruttoria AGCOM per le tariffe per sempre!

Bollette ogni 30 giorni. I gestori alzeranno le tariffe?

Si tratta di un’ intervento legislativo di grande portata, che inciderà direttamente sui conti dei gestori. In un periodo peraltro già molto difficile per le telco, con le tariffe che sembrano riaprire una nuova guerra dei prezzi. Il peggio per le compagnie deve in effetti ancora venire, con l’ arrivo di un quarto agguerrito concorrente: Ho Mobile di Iliad.

Con la legge sulle bollette da 30 giorni, la perdita per le compagnie telefoniche italiane sarà di circa il 9-10%. A patto, ovviamente, che le tariffe rimarranno le stesse. La situazione ricorda molto l’ intervento storico di Bersani che obbligò le compagnie ad azzerare improvvisamente i costi di ricarica. Per 3, ad esempio, l’ obbligo corrispose ad un’ ondata di rimodulazioni che si trasformarono in una vera e propria sollevazione popolare con conseguente fuga di clienti.

Insomma, non è affatto detto che il mercato della telefonia, con l’ arrivo di un quarto player, sia disponibile ad assorbire una pioggia di rincari. Va inoltre detto che in questo periodo, AGCOM è sembrata particolarmente sensibile nel sanzionare rimodulazioni unilaterali sulle tariffe cosiddette “per sempre”.

Come sempre noi di UpGo.news vi aggiorneremo, qui sul nostro sito, sui futuri sviluppi.

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