In un momento così delicato per i posti di lavoro in Italia, scongiurare altri licenziamenti diventa un passaggio fondamentale. Risultato che, almeno per il momento, sembra sia stato raggiunto da British Telecom Italia dopo la firma di un contratto di solidarietà che prevede un massimo del 20% di riduzione orario con un incentivo economico per l’esodo volontario.

BT British Telecom
BT British Telecom. Licenziamenti scongiurati. L’ operatore, filiale italiana di British Telecom e da sempre operativo nel settore segmento business, è in forte difficoltà.

L’accordo è stato siglato venerdi scorso 15 settembre al Mise, chiudendo cosi la procedura avviata che prevedeva il licenziamento di almeno 202 unità lavorative annunciata lo scorso luglio 2017 su un totale di 950 addetti, di cui 70 solo a Roma.

Come si legge in una nota:

Un accordo fortemente voluto dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali che, con la mobilitazione di tutti, lo ha reso possibile. Ringraziamo i lavoratori BT degli altri paesi europei, che consci dell’importanza dell’esito di questa vertenza, anche per la loro stessa situazione, hanno espresso la loro solidarietà e sensibilità con iniziative sindacali locali.

Il piano era stato attuato nell’ambito di un processo di ristrutturazione della divisione Global Services di British Telecom Italia, annunciato l’11 maggio dal Gruppo di tlc britannico.

In considerazione anche di una contrazione del mercato italiano dei servizi di telecomunicazione e della forte competizione che lo caratterizza da anni, il piano assegna prioritariamente risorse ai segmenti di business in crescita, con l’ambizione che BT continui ad essere un datore di lavoro responsabile e il partner preferito dei clienti italiani, come già spiegava un’altra nota in quel periodo.

Gli esuberi di lavoratori riguardavano anche la città di Milano, se ne contavano infatti 97 su un totale di 870 lavoratori.

A questo proposito il Comune ha deciso di intervenire per seguire la situazione molto da vicino incontrando i rappresentanti dei lavoratori diversi giorni fa.

Il prossimo passo, per Palazzo Marino, è stato quello di cercare di promuovere un tavolo di confronto con i rappresentanti dell’azienda per evitare il più possibile la perdita di posti di lavoro. Evidentemente ha funzionato.

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