Iliad non basta a salvare Comdata. Il grande gestore di call center annuncia 180 esuberi a causa del calo vertiginoso di richieste di assistenza al 187 di Tim. Una situazione che potrebbe essere attribuito ad un calo di clienti del gestore ex monopolista. Solo pochi mesi fa, è stata però Iliad ad affidare a Comdata una commessa importante per la gestione dei propri call center che, come fortemente preteso da Iliad, devono rispondere tutti dall’Italia. Ma l’entrata di Iliad nel business di Comdata non basterà all’azienda che quindi, al momento, conferma i licenziamenti. Prosegue quindi la crisi in termini occupazionali, nel settore delle telecomunicazioni.

Comdata crisi
Crisi Comdata. 180 posti di lavoro a rischio perché il call center di TIM al momento non ne avrebbe più bisogno. All’azienda specializzata in assistenza telefonica non basta il nuovo lavoro generato dal quarto gestore mobile Iliad.

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Nel pomeriggio lo sciopero dei dipendenti davanti ai cancelli della filiale di Comdata a Ivrea. La società ha convocato in mattinata i sindacati in Confindustria Canavese.

Sono infatti ben 180 i posti di lavoro a rischio, su circa mille addetti. Buona parte di essi inoltre contano dei contratti a temo indeterminato (si parla almeno del 90% dei dipendenti).

I potenziali addetti a rischio sarebbero perlopiù legati alla commessa di TIM, il cui esubero di 180 dipendenti sarebbe dovuto ad un calo nel volume delle chiamate verso il numero 187 dell’operatore telefonico.

Lo scorso marzo infatti ben 230 dipendenti non hanno ricevuto l’atteso rinnovo del contratto. La situazione quindi sembra piuttosto delicata nella filiale, e non basterebbe nemmeno la presenza di alcune recenti commesse come quella di Eolo e appunto di Iliad.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Ivrea ha espresso grande solidarietà nei confronti degli addetti ai lavori, complice anche la situazione in cui versano i call center italiani, fatti di pressioni e tanta precarietà, con orari di lavoro improponibili se rapportati agli stipendi effettivi.

Cadigia Perini di Rifondazione Comunista Ivrea afferma:

Da tempo denunciamo le inaccettabili condizioni di lavoro delle operatrici e degli operatori dei call center, precarietà, vessazione, pressione psicologica, orari di lavoro e retribuzioni ridotti, caratterizzano questo settore.

 

In questo scenario i call center Comdata non fanno eccezione, e anzi al pesante disagio di un lavoro opprimente, si aggiunge in questi ultimi anni la preoccupazione sulla tenuta occupazionale di Comdata sul piano nazionale, dove ha chiuso o sta per chiudere delle sedi, e non da oggi anche sul sito di Ivrea, la sua principale sede oggetto di grandi promesse di rilancio.

In merito alla questione è intervenuto anche il Movimento Cinque Stelle di Ivrea, diffondendo un comunicato stampa nel quale si invita l’azienda Comdata a presentare un piano industriale credibile atto a giustificare i licenziamenti di ben 180 dipendenti.

Ecco un piccolo estratto del testo emanato con la collaborazione del consigliere comunale Massimo Fresc, di Jessica Costanzo (portavoce M5S alla Camera dei Deputati) e infine il consigliere regionale, Francesca Frediani.

Riteniamo che un’azienda tutt’altro che in crisi, debba assolutamente presentare un piano industriale credibile per la stabilizzazione dell’occupazione del sito di Ivrea.

La stessa Jessica Costanzo aveva già sottolineato in precedenza il comportamento scorretto di Comdata nei confronti dei suoi dipendenti:

Comdata nonostante goda di ottima salute e continui a macinare commesse, gioca da tempo al risparmio sulla pelle dei lavoratori, ricollocandoli qua e là, sospendendoli dal lavoro, spostandoli da una sede all’altra.

Come si evolverà la faccenda? Non ci resta che attendere le prossime ore. E ovviamente, noi di UpGo.news cercheremo di seguire, come sempre, l’evolversi della situazione. Per restare aggiornati su tutte le notizie dal mondo della telefonia, potete seguire anche la nostra Pagina Facebook.

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