UpGo.news EURO TELECOM – Puntata 11. Da quattro a tre operatori. Ancora un tentativo che potrebbe scontrarsi contro il muro della commissaria Vestager. Nella nostra rubrica dedicata alle news europee parliamo oggi di Olanda, piccolo Paese dove si sta effettuando un ennesimo tentativo di consolidamento: T-Mobile e Tele2 hanno annunciato lo scorso dicembre l’intenzione di fondere le proprie attività nei Paesi Bassi. Il marchio Tele2 è conosciuto anche in Italia dove, prima di essere acquisito da Vodafone, operava nella telefonia fissa (al momento dell’acquisizione, Vodafone ribattezzò Tele2 Italia in TeleTu. Poi, nel 2015, tutte le attività della telefonia fissa adottarono il nome Vodafone, prima utilizzato solo nel mobile).

Eurotelecom
Euro Telecom è la rubrica di UpGo.news dedicata alle news dagli altri Paesi Europei.

Tele2 è una società di telecomunicazioni che dopo aver venduto diverse attività locali (come quella italiana e spagnola) si è concentrata sostanzialmente nei mercati emergenti dei Paesi Baltici e del Kazakistan.

Tele2 possiede inoltre un gestore olandese, quarta rete mobile del piccolo Regno con buoni risultati anche nella telefonia fissa. Attività che oggi potrebbe confluire nel ben più ampio perimetro di T-Mobile Olanda. Una fusione che porterebbe, anche in questo piccolo mercato, il ritorno a soli 3 gestori con propria rete.

Tariffa Migliore Oggi

La parola chiave è consolidare. È successo anche nel più ricco mercato americano con il matrimonio tra Sprint e proprio T-Mobile. Ci si è provato anche in Uk con O2 e Three e ancora da noi, in Italia, con Wind e 3. Il tentativo inglese è stato bocciato. Quello italiano approvato ma con la condizione di aprire lo spazio per l’entrata di Iliad. E quindi, di fatto, il consolidamento del mercato, nel quale speravano tutte le compagnie, anche quelle non direttamente coinvolte, è riuscito solamente a metà.

La Vestager contro le fusioni

La donna di ferro, contro le fusioni, è oggettivamente Margrethe Vestager, Commissaria Europea alla Concorrenza. I progetti di matrimonio passano tutti da lei. E lei in genere, li respinge. A tutela di un mercato capace di tenere bassi i prezzi, a vantaggio ovviamente dei consumatori.

Ma le telco non amano le politiche della Vestager che infatti, anche in questo tentativo olandese di unione tra T-Mobile e Tele2, continua a prendere tempo per studiare fin nei minimi dettagli la quesitone. E non è escluso che la Commissaria alla fine accetti il consolidamento nel mercato olandese imponendo però diversi paletti.

Leggi anche: i secondi marchi a basso costo nelle compagnie telefoniche europee

Per quanti gestori c’ è posto?

Il tema interessante è proprio questo. Ed è la questione sulla quale dovranno confrontarsi nei prossimi mesi, le compagnie e le autorità europee.

Da una parte le telco sostengono che per investire adeguatamente e affrontare le nuove sfide della fibra e del 5G, sia necessario avere in ambito europeo, gestori più grandi dal respiro internazionale.

Basti pensare che in tutti gli Stati Uniti, operano ad oggi, solamente tre grandi gestori. Le compagnie sono quindi favorevoli ad un percorso che, in termini generali, possa portare a pochi gestori non nazionali ma europei. Quello che appunto viene comunemente definito “consolidamento”.

Dall’altra parte, la posizione espressa nei fatti dalla Commissione UE, sembra invece essere orientata al “più sono i gestori, meglio è per i consumatori”. E nei mercati di medie e grandi dimensioni pare si sia perseguita la politica del “4”. Identificando quindi in questo numero l’equilibrio di una concorrenza perfetta, capace di arginare il rischio cartello.

Una formuletta magica che ha in effetti consentito l’arrivo in Italia della rivoluzione tariffaria targata Iliad e il riaccendersi quindi della concorrenza tra tutte le compagnie, almeno nel mobile.

Ma ora, come sempre, ci interessa la vostra opinione su questa questione: meglio tanti gestori nazionali o pochi e grandi gestori europei? Come la pensate? Utilizzate lo spazio commenti in basso per commentare oppure il nostro Post su Facebook.

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Serve nazionalizzare le antenne per poi far competere i vari gestori offrendo servizi su di esse come si sta già facendo con Open Fiber dell’Enel