Con l’entrata in vigore del nuovo ddl per la concorrenza, anche per le telecomunicazioni qualcosa cambia in virtù del diritto di recesso soprattutto in materia di promozioni attivate con i vari operatori di telefonia. Non si tratta propriamente di un cambio radicale ma viene comunque richiesta una maggiore trasparenza nei costi e nella comunicazione degli stessi all’utente finale. Entriamo meglio in dettaglio.

DDL Concorrenza telefonia
Arriva il nuovo DDL Concorrenza. Ecco cosa cambia concretamente per compagnie telefoniche e pay tv.

Una piccola mano ai consumatori che arriva a distanza di anni dal famoso Decreto Bersani datato 2007 che aboliva di fatto le penali in materia di recesso anticipato dai contratti di telefonia ma anche internet e tv. Tutti sappiamo che il Decreto è stato spesso abilmente aggirato dagli operatori che invece hanno sempre attivato delle penali in caso di recesso anticipato da promozioni attive.

Oggi si cambia o meglio si chiede una maggiore trasparenza nel comunicare questi costi che dovranno essere calcolati in base al valore effettivo del contratto e alla durata residua delle promozioni.

Questo fino ad oggi non accadeva in quanto troppo spesso alla fine il cliente non sapeva cosa e quanto andava a pagare, spesso si trattava di somme anche molto alte e venivano giustificate con i costi che il gestore aveva nel disattivare una promozione (ma onestamente che costi può avere un gestore nel disattivare una promozione in corso?).

Tutto questo scoraggiava l’utente a cessare il contratto inibendo di fatto la giusta e proficua concorrenza tra compagnie telefoniche, a svantaggio soprattutto degli operatori minori. Inoltre il ddl dispone che le promozioni attivate non potranno avere una durata maggiore di 24 mesi. L’operatore altresi deve rendere giustificazione dei costi imposti per il recesso anticipato all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Altre disposizioni sono state previste per la tariffazione dei servizi e l’erogazione di donazioni e la prenotazione della partecipazione ad eventi.

Ora staremo a vedere se tutto questo si tradurrà su un risparmio effettivo sulle penali da diritto di recesso anticipato oppure usciranno fuori dal nulla taluni balzelli per far si che il cliente rimanga forzatamente fedele al suo gestore.

Peccato, diciamo noi, che in tutte queste novità non vi sia una presa di posizione circa la famosa fatturazione delle 4 settimane a cui si è allineata anche Sky con un aumento dei costi dal punto di vista annuale e certamente non possiamo escludere che in futuro possano aggiungersi anche gli operatori di elettricità e gas.

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