Luigi di Maio non intende mettere bocca sul nome del nuovo AD di Telecom Italia. Il Ministro dello Sviluppo Economico (dicastero competente in materia di telecomunicazioni) ribadisce la laicità del Governo riguardo la governance di Tim. Di Maio si è detto disposto a dialogare con tutte le parti. Ma nel frattempo l’esecutivo continua a spingere per la rete unica nazionale. E poche ore fa, è arrivato anche l’emendamento al Decreto Fiscale che parla esplicitamente di facilitare la costruzione di un soggetto unico proprietario della rete italiana.

M5S Tim
M5S tace sull’Ad di Tim. Ma la maggioranza insiste sul progetto della rete unica nazionale. Stop all’infrastruttura italiana gestita da azionisti stranieri.

Un unico grande interlocutore. Un gestore, di Stato, ma wholesale. Che in termini semplici significa all’ingrosso. Il sogno di Di Maio e del governo gialloverde è quello di un’azienda di Stato in grado di fare investimenti, continuando la costruzione, costosissima, della rete in fibra ottica, indispensabile per lo sviluppo del Paese.

Il nuovo soggetto si occuperà inoltre di 5G, e poi rivenderà spazi e capacità ai gestori b2c. Ovvero le classiche compagnie telefoniche, come Vodafone o Wind Tre, che poi offriranno il servizio alla clientela finale. Il consumatore con un unico soggetto forte, nazionale, si ritroverebbe più tutelato rispetto al pericolo digital divide che affligge sopratutto le aree più remote e rurali del Paese.

Rete unica. Di Maio vuole la via dolce ma non si esclude la forzatura della nazionalizzazione

Creare un unico soggetto nazionale, dove ora ce ne sono due, di cui uno in gran parte in mano ad azionisti privati, non è cosa semplice. Al momento, a gestire le reti di nuova generazione ci sono Tim e Open Fiber (in mano ad Enel e Cassa Depositi e Prestiti). I soci francesi di Tim (Vivendi) vedono in maniera assolutamente negativa l’ipotesi di far confluire la rete Tim nel nuovo soggetto statale. Indebolirebbe totalmente l’ ex monopolista, ora diviso tra francesi e americani.

E se i soci quindi, si metteranno di traverso, ci dovrà pensare Agcom alla qule l’emendamento consegna nuovi poteri. Agcom potrà a breve forzare la mano sull’aggregazione Tim – Open Fiber.

Insomma, che le società coinvolte siano d’accordo o no, alla fine, la rete unica nazionale si farà lo stesso. Almeno è questa l’idea del relatore del M5S Emiliano Menu.

Per quanto possa sembrare paradossale, un soggetto unico a gestire la rete, secondo i promotori, potrà rappresentare uno slancio per la libera concorrenza degli operatori telefonici, gli unici, lo ricordiamo, che alla fine avranno facoltà di offrire servizi ai consumatori italiani.

E voi cosa ne pensate di questa idea? Vi piace il progetto rete unica nazionale? Scrivete i vostri commenti nello spazio sottostante o sulla nostra Pagina Facebook.

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fonte Reuters

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