Fastweb sempre più quinto gestore mobile grazie a Tiscali. Le due aziende si annusano da tempo e già diversi mesi fa, i gruppi furono vicini ad una quasi fusione. Nel 2016 Fastweb comprò da Tiscali la unit business. Oggi il presunto matrimonio sembra più un’acquisizione perché Fastweb da novembre, entrerà in possesso delle preziose frequenze Tiscali e di ben 800 antenne del gestore oggi più russo che italiano.

Fastweb Tiscali
Accordo Fastweb – TIscali. I sardi rinunciano a torri e frequenze. I sindacati insorgono mentre Fastweb si prepara all’avventura di quinto operatore mobile italiano dotato di infrastruttura propria.

Un affare da circa 150 milioni che consente a Fastweb di dotarsi di frequenze e infrastrutture utili per lo sviluppo del 5g. La tecnologia ibrida mobile/fisso che sarà al centro, quest’anno, di un’asta di assegnazione frequenze alla quale parteciperanno Tim, Vodafone, Wind Tre, l’ultima arrivata Iliad e probabilmente la stessa Fastweb (che potrà così fare il pieno di spettri).

Le risorse infrastrutturali e frequenziali acquisite da Tiscali possono comunque essere utilizzate già oggi per l’LTE dedicato specificatamente alle connessioni fisse senza filo. Soluzioni, tanto per capirci, del tutto simili a quelle oggi adottate da Linkem.

Tariffa Migliore Oggi

Fastweb potrà quindi utilizzare le nuove infrastrutture in proprio possesso per estendere il proprio servizio di connettività domestica anche a quelle aree non raggiunte direttamente dalla fibra di Fastweb. Quindi, prevalentemente, le aree rurali a divario digitale.

Le frequenze oggetto della cessione erano state a loro volta acquisite da Tiscali da Aria, piccolo operatore nato con la tecnologia wimax e che svolgeva proprio il compito di operatore fisso senza fili.

Fastweb ha inoltre rinnovato l’accordo con Tim per l’utilizzo delle infrastrutture mobili. Con il nuovo accordo Fastweb potrà continuare a svolgere fino al 2020 il lavoro di operatore virtuale su rete Tim, in attesa appunto di sviluppare una propria rete autonoma in 5g. Tecnologia nella quale evidentemente Fastweb parte oggi in una posizione di vantaggio rispetto ai competitor.

Quando Fastweb avrà l’ok per il lancio del 5G, potrà quindi fregiarsi del titolo di quinto operatore mobile del Paese. Non manca molto, basti pensare che in Finlandia, Elisa ha già lanciato, in via sperimentale, i primi servizi in abbonamento per il 5G, anche se non proprio alla portata di tutti. Sfruttando commercialmente le prime frequenze messe a disposizione dal Governo per la fase di test.

Gli svizzeri di Fastweb, così come sancito dagli accordi, consentiranno comunque l’accesso alla rete a Tiscali per circa 5 anni.

Tiscali potrà così continuare ad operare come compagnia telefonica ma quasi totalmente priva di un’infrastruttura tecnologica propria.

Una situazione, quella di Tiscali, definita “light” dallo stesso comunicato stampa Fastweb e che preoccupa non poco i sindacati sardi. Per Tiscali infatti, potrebbe aprirsi una prospettiva di forte alleggerimento anche della forza lavoro.

Stando quindi alla situazione attuale, Fastweb Mobile dovrebbe diventare il primo gestore italiano a passare dalla condizione limitante di MVNO a quella di operatore infrastrutturato. Una condizione che Fastweb cerca dai tempi della fusione tra Wind e 3, quando gli svizzeri si proposero come alternativa ai francesi di Iliad, perdendo però l’affare.

Già un anno fa, in occasione delle prime sperimentazioni 5G di Fastweb a Matera e Bari, l’ AD della compagnia, Alberto Calcagno, si era detto entusiasta della possibilità di far diventare Fastweb Mobile un operatore dotato di propria infrastruttura.

Grazie alle frequenze acquisite da Tiscali, questo passaggio è oggi ancora più vicino. E Fastweb potrebbe presto uscire dall’elenco italiano degli MVNO.

C’è spazio per cinque operatori mobili?

Il tema è proprio questo. Capire se davvero, nel mercato della telefonia ci sia spazio nel prossimo futuro per ben cinque attori. Senza dimenticare l’affollato mondo degli operatori virtuali, caratterizzato da compagnie vere ed indipendenti e da quelle “finte”, possedute direttamente dai grandi operatori, come Kena e Ho.

Tanto più che parliamo di un segmento che dovrebbe essere ormai di respiro europeo. Se nel prossimo futuro, le compagnie dovranno addossarsi forti investimenti per le reti di nuova generazione, a fronte di esigue entrate, è doveroso, secondo alcuni, ripensare alle compagnie in ottica paneuropea.

In un mercato, come quello UE, che deve confrontarsi con quello, ad esempio, americano o cinese, è difficile pensare ad un futuro durevole con decine e decine di operatori, disponibili nelle diverse nazioni. In tutti gli Stati Uniti, operano ormai solamente tre gestori. In un mercato molto simile a quello europeo, recentemente, anche lo spazio del quarto è stato messo in discussione e si è proceduto alla fusione tra T-Mobile e Sprint.

Reggerà quindi il modello europeo con un settore tlc iper locale, con gestori operativi differenti in ogni singola nazione? Potete discutere questa notizia, utilizzando lo spazio commenti in basso, qui su UpGo.news.

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