Finalmente l’odiosa questione della fatturazione a 28 giorni attuata da molto tempo dai principali gestori telefonici italiani e da questo mese anche da Sky, potrebbe dirigersi verso la definitiva abolizione. Tutti ormai sono soliti applicare i rinnovi a 4 settimane. Si salvano gli operatori virtuali (MVNO) e anche il prossimo quarto operatore Iliad – Ho Mobile non adotterà questa odiosissima modalità di fatturazione.

Fatturazione ogni 28 giorni
Fatturazione ogni 28 giorni. In arrivo la legge che le vieta.

Ma il trabocchetto delle 4 settimane potrebbe finire presto. Grazie alla proposta di legge, che si spera possa essere inserita nella legge di Bilancio, depositata dalla parlamentare del PD Alessia Morani in cui si vieta senza troppi giri di parole di adottare la gabola dei 28 giorni. Ma anche di bloccare la possibilità per le aziende di poter liberamente modificare determinate condizioni contrattuali anche in corso d’opera.

Se firmiamo e accettiamo un contratto questo dovrebbe essere tale per tutta la sua durata, invece non è cosi da sempre, tanto più nel settore della telefonia.

No ai rinnovi di 28 giorni nelle telecomunicazioni. Arriva la legge

Le associazioni dei consumatori hanno subito manifestato soddisfazione nei confronti di questa proposta che si augurano possa passare ed essere applicata il più presto possibile.

La norma non si applicherà solo alle compagnie telefoniche ma a tutte quelle che sono sottoposte alle Authority e che stipulano contratti coi consumatori: ad esempio le pay-tv, e le utility come luce e gas. Anche se al momento, sembra Sky l’ unica azienda, fuori dal segmento telefonia, ad aver adottato il sistema delle 4 settimane.

Se la proposta verrà inserita nell’annuale Legge di Bilancio, la nuova norma diventerà obbligatoria già dal 1° gennaio 2018. A quel punto i gestori dovranno adeguarsi immediatamente.

Non è escluso comunque che Tim, Vodafone, Wind 3 e Sky Tv, di loro spontanea volontà, modifichino il tipo di fatturazione a favore dei classici 30 giorni: in questo modo darebbero un buon segnale, finalmente, di rispetto vero, verso i consumatori italiani.

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