Il 2018 sarà fatidico per le frequenze del 5G in Italia? In questo articolo avevamo già parlato dell’accelerazione da parte del Governo per l’asta di assegnazione del 5G sulla telefonia mobile. In questo caso parliamo del conseguente riassetto di frequenze per il segnale televisivo terrestre.

Asta frequenze 5G e digitale terrestre
Il futuro del 5G della telefonia si intreccia con la televisione. Bisognerà infatti liberare frequenze attualmente occupate dal digitale terrestre.

Infatti nelle intenzioni del Governo Gentiloni ci sarebbe l’introduzione nel bilancio per entrate straordinarie, coperture economiche per la crescita derivanti dalla gara per frequenze per il 5G. Si calcola ipoteticamente infatti di circa 2 miliardi per la messa a gara delle bande 700 Mhz, 3.4-3.8 Ghz, 24.25-27.5 Ghz a cui parteciperanno gli operatori di Tlc.

La questione però è tutt’altro che semplice da gestire perchè non si parla solo di introiti nelle casse del Governo ma anche di costi per tutta l’operazione. Costi che riguardano la liberazione delle frequenze stesse, quelli per l’adeguamento che i cittadini dovranno effettuare per i televisori e tutti gli altri dispositivi per ricevere il segnale televisivo perché si potrebbero diffondere nuovi standard e codec.

Secondo gli addetti ai lavori le voci più costose si riferiscono al rilascio della banda 700mhz occupata attualmente dai mux di Mediaset, DFree, Persidera, Retecapri.

Tutte le operazioni, se tutto filerà liscio, dovranno essere ultimate entro il 2020 così da liberare definitivamente la frequenza dei 700mhz attualmente occupata dalle trasmissioni televisive del digitale terrestre.

Anche Bruxelles chiedeva mesi fa la liberazione delle frequenze in un progetto di ambito europeo per un mercato unico digitale. Tutte le altre frequenze, ovvero comprese tra 470-694Mhz resteranno invece appannaggio della tv digitale terrestre. Ma come si diceva sopra si dovranno superare alcuni scogli di natura economica ma anche politica che potrebbero rallentare i lavori di liberazione.

Entro il 30 giugno 2020 la banda da 700MHz dovrà essere messa effettivamente a disposizione.

Ecco la dichiarazione di Guenther Oettinger, commissario all’economia digitale:

Con questa proposta dimostriamo che possiamo avere entrambe le cose: un settore audiovisivo vivace così come lo spettro necessario per il 5G.

Andrà alla fine tutto liscio oppure ci saranno ulteriori rallentamenti e rinvii?

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