Lavoratori in sciopero, tanti clienti in fuga per le rimodulazioni, problemi con il roaming per i clienti 3. Difficile dire cosa sia migliorato a seguito della fusione 3 Wind. I conti della joint venture brillano ma i consumatori italiani forse non hanno tanto da sorridere. Dopo alcuni mesi, facciamo un bilancio del più importante merger mai avvenuto nella telefonia italiana.

Wind Tre cosa migliora
Wind Tre. Il matrimonio è cosa fatta. Ma chi ci ha guadagnato davvero?

Circa 900 posti di lavoro in pericolo. Un prezzo da pagare che per i vertici aziendali si chiama, in maniera molto diplomatica, sinergia. C’ è da dire, anche se è un po’ antipatico, che noi lo avevamo detto. Anzi, a dire la verità lo avevano detto tutti gli analisti.

Abbiamo seguito, e continueremo a farlo, tutti i passaggi dell’ importante fusione tra Wind e 3 in un ricco e aggiornato speciale. E ciò che subito è stato chiaro, consultando i pochi progetti pubblici delle due controllanti (Veon e Hutchinson) è che si sarebbe andati a parare sul fattore costi. Certo, c’ è anche la voce investimenti. Ma come sempre i benefici di quelli, arriveranno più avanti.

Di fatto in questo primo periodo abbiamo assistito a difficoltà serie per i lavoratori dell’ azienda. Non solo i call center ma anche un clima preoccupante nella rete vendita e negli store. E poi abbiamo visto rincari delle tariffe. Wind e 3, due cenerentole oggi spose, erano probabilmente, come fanalini di coda, i due soggetti trainanti della concorrenza nella telefonia italiana.

Di fatto oggi insieme, non hanno più bisogno di nuovi clienti. Quanto piuttosto possono cercare di trattenere quelli già acquisiti. Una situazione che cambia ovviamente qualsiasi strategia.

L’ importante operazione aprirà però scenari diversi sul lungo periodo. Oggi la situazione è fisiologicamente temporanea. E così com’è, conviene e fa felici, per assurdo, anche Tim e Vodafone, che possono operare in un mercato a tre con sicuramente minor concorrenza.

Più avanti il fattore di rilancio della competizione sarà sicuramente Iliad. E così l’ Italia si ritroverà, fortuna sua, ad avere una nuovissima cenerentola. Che si preannuncia ambiziosa e battagliera. Dobbiamo aspettare dicembre 2017 o massimo febbraio 2018.

E poi c’ è la rete. Unica, Wind Tre. Un progetto di fatto ancora tutto da vedere. Ma intanto i clienti 3 da poche settimane godono della rete Wind come fosse la loro rete di casa. E di fatto lo è.

Un po’ di zucchero per addolcire la pillola delle tariffe generalmente più care? Forse. Sta di fatto che l’ operazione, siamo sinceri, non è stata fatta per migliorare la qualità dei servizi e le tariffe finali. Quanto piuttosto per salvare i conti di due aziende, che seppur in situazioni diametralmente opposte, facevano ormai fatica a proiettarsi negli ingenti investimenti che richiedono il 4G, le reti in fibra e il futuro 5G.

Insomma, un prezzo da pagare. Anzi, in parte già pagato con le rimodulazioni, per lo sviluppo tecnologico. Con la difficoltà di altri soggetti a farsi strada in un mercato fondamentalmente molto chiuso. Uno dei pochi in Europa dove, ad esempio, la presenza degli MVNO è poco o per nulla regolamentata.

Forse è un po’ inutile commentare qualcosa che è già un dato di fatto. Ma non rinunciamo a segnalare che è triste, quando una nuova avventura imprenditoriale nasce sotto il segno degli scioperi e della preoccupazione per il futuro, di tantissime famiglie italiane.

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