Finalmente ci siamo anche in italia partirà tra qualche settimana la gara per l’assegnazione delle frequenze per il 5G. Come ha confermato Antonello Giacomelli, sottosegretario alle telecomunicazioni, l’ Italia è a buon punto sulla road map indicata dalla Commissione Europea nell’ambito delle telecomunicazioni, che prevede entro il 2020 la conclusione della fase sperimentale sulla banda ultra veloce. L’ italia non può restare indietro e rispettare le scadenze previste.

frequenze 5G in Italia
In Italia partirà a breve la gara per l’ assegnazione delle frequenze 5G. Molti i player coinvolti

L’ assegnazione delle frequenze per la messa in atto della tecnologia 5G coinciderà con la liberazione della frequenza a 700MHz attualmente occupata da alcuni canali televisivi, complicando la situazione e che hanno causato il ritardo di alcuni step intermedi che in altri paesi europei sono già stati completati.

Tuttavia il Sottosegretario Giacomelli assicura che verranno rispettate tutte le scadenze poiché se da un lato la l’ unione Europea spinge sull’ acceleratore, dall’ altra molte aziende non voglio farsi sfuggire l’opportunità economica che la connessione 5G offre. Opportunità che coinvolge non solo gli operatori telefonici ma anche moltissime aziende sia hi-tech, sia quelle specializzate nella fornitura di servizi.

Sono molte le possibilità economiche che offre la realizzazione di questa nuova tecnologia. Non a caso i big player mondiali già hanno studiato e investito cifre da capogiro in progetti che solo con la banda ultra larga possono concretizzarsi. Investimenti diretti sulle infrastrutture, da parte delle telco e indiretti, da parte dei protagonisti dell’ economica digitale. Marchi come Samsung e Nokia per la telefonia o come Google e Facebook per l’ online. Tutti saranno coinvolti in questo processo che alcuni preferiscono definire nuova rivoluzione digitale.

Quali scenari si apriranno con la connessione 5G?

Un esempio di quello che sarà il mondo con la connessione ultra veloce possiamo già vederlo in parte nella Corea del sud, paese che sta attuando un progetto tutto suo per la connessione 5G. La parola chiave è ultra-low latency cioè la rete 5G permette non solo di veicolare molti dati in termini di quantità ma anche e soprattutto di velocità. Cosa significa? Basti pensare che una semplice connessione ADSL ha una latenza nella trasmissione dati che varia da 10 e 20 millisecondi, cioè è il tempo necessario che impiega un comando ad arrivare a destinazione. Con la connessione 5G lo stesso comando viaggerà al di sotto del millisecondo. Realtà aumentata applicata ai videogame, città intelligenti, hd e 4k in streaming. Tutto passerà per il 5G.

In un futuro prossimo, guideremo le cosiddette smart car cioè veicoli intelligenti sempre connessi che in automatico saranno in grado di ridurre la velocità nei pressi di un incrocio, o di riprogrammare il percorso prima di trovarsi imbottigliati nel traffico cittadino. Anche la telemedicina stravede per la connessione ultra larga. Anche in questo caso l’ assenza di latenza renderà finalmente possibili e sicure molte applicazioni pratiche. Nel concreto permetterebbe ad un chirurgo di operare un paziente pur trovandosi dall’ altra parte del pianeta. La vera assistenza medica a distanza.

E’ solo un piccolo assaggio di quello che si potrà fare con la connessione 5G. Tuttavia proprio i numerosi vantaggi stanno producendo una corsa a volte insensata e caotica. Molti operatori, che pur di arrivare per primi, stanno creando molta confusione e un grandissimo spreco di risorse. Infatti Aicha Evans general manager della Intel spiega che tutta questa frenesia produce rilasci preventivi di tecnologie che danneggiano gravemente l’ adozione di uno standard comune. Si rischia, nella corsa al %G, che ognuno proceda per la sua strada producendo chip, apparati di rete e dispositivi mobili che in futuro non corrisponderanno agli standard adottati in altri paesi, rendendoli quindi non funzionali e incompleti.

Insomma la corsa fa gola a tutti ma servono autorità che in qualche modo la coordinino e la governino.

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