Asta 5G in Italia. Pronti, partenza, via. Ecco la lista ufficiale dei sette gestori intenzionati a possedere in Italia, frequenze utili per lo sviluppo di reti 5G. Le reti di nuova generazione, super veloci, adatte a creare l’ecosistema del cosiddetto internet delle cose. Gli operatori che hanno ufficializzato la volontà di partecipare alla gara indetta dal Governo sono: Tim, Vodafone, Wind Tre, Iliad, Linkem, Fastweb e OpenFiber.

5G gestori italiani
Sette gestori per il 5G italiano. Ecco come gli operatori telefonici si muoveranno verso il nuovo standard 5G. Il commento di UpGo.news alle pre-ammissioni.

Niente effetto sopresa. Nessuna novità particolare nella lista di gestori che potenzialmente avranno la possibilità di costruire reti 5G in Italia. Le reti super veloci che di fatto costituiranno un anello di congiunzione tra telefonia mobile e fissa. Il 5G sarà ovviamente più veloce del 4G ma soprattutto, avrà tempi di latenza infinitamente più bassi, consentendo quindi l’utilizzo inedito generalmente definito come l’ “internet of things”.

Città intelligenti, elettrodomestici sempre connessi, sistemi di sicurezza e intrattenimento sempre più reattivo e personalizzato.

Gare 5G. I gestori

Scontatissima ovviamente la partecipazione della solita triade: Tim, Vodafone e Wind Tre che ad oggi si dividono, ciascuno per un terzo il mercato mobile, non possono fare a meno delle reti 5G anche se è possibile che poi, nella fase di creazione del network, si sviluppino alleanze e sinergie per sostenere i costi.

Wind Tre parteciperà all’asta, lo ricordiamo, sotto la guida, finalmente di un socio unico. Quello cinese ed ex possessore di 3: Hutchinson. Insomma, dopo mesi di alti e bassi, con il matrimonio 50 e 50 che ha dato più preoccupazioni che certezze, l’azienda si prepara ad affrontare le sfide del 5G, in un clima di maggiore stabilità e sicurezza. E finalmente, lo ricordiamo, sembra essersi risolta anche la difficile situazione con ZTE e il ban americano.

Fondamentale comunque che le società siano solide perché le aste sono anche un momento per verificare la tenuta reale delle compagnie, in termini finanziaria. Insomma, nervi saldi affinché nessuno faccia la fine di Blu (se non vi ricordate la storia del defunto quarto gestore cliccate sul link).

Scontata anche la partecipazione del nuovo gestore Iliad. Lo avevano confermato sia i vertici francesi che quelli italiani. Iliad peraltro cercherà di aggiudicarsi una porzione di banda riservata esclusivamente ai neo-entranti ed avrà quindi una posizione di deciso vantaggio rispetto agli incumbent Tim, Vodafone e Wind Tre.

Fastweb, ormai lo raccontiamo da mesi, punta sul 5G davvero tutto ed è quindi una sfida che gli svizzeri non vogliono e non possono perdere. Il treno della telefonia mobile è già passato mesi fa ed ha lasciato a piedi quelli di Fastweb che ancora non hanno superato lo shock. Era Fastweb infatti il gestore accreditato per prendersi le frequenze lasciate libere dalla fusione tra Wind e 3. I francesi di Iliad rubarono il posto agli svizzeri di Swisscom che ora non vogliono proprio rinunciare a questo pacchetto di frequenze.

Fastweb ci crede talmente tanto che, oltre che sul fisso, sta continuando ad investire anche nel mobile nella posizione non proprio comoda di gestore virtuale. Il piano è chiaro: conquistare clienti, anche guadagnando pochissimo a causa del perenne roaming su TIM ma tutto in vista della rete indipendente, tutta in 5G. Non vincere questa gara significherebbe, per Fastweb e Swisscom, aver buttato all’aria anni di strategie.

Da seguire con interesse anche lo sviluppo del gestore OpenFiber. Si tratta del gestore wholesale, ovvero disponibile solo all’ingrosso. Una risorsa assolutamente strategica per il Paese.

OpenFiber, próprio come oggi fa con la fibra, rivenderà la propria rete 5G agli altri operatori. Con OpenFiber potrebbe rilanciarsi totalmente il mercato, ad esempio, dei virtuali. Ma OpenFiber potrebbe anche fare da stampella nelle aree più difficili, quelle rurali, dove i gestori faranno fatica ad installare apparati e ad aggiornare quelli esistenti.

OpenFiber potrebbe quindi svolgere il ruolo di rete bianca italiana, a servizio di tutti i gestori, da una parte arginando il rischio digital-divide, dall’altro aiutando la logica degli investimenti ad immediato ritorno delle compagnie.

Si muove da anni un po’ in sordina ma interessante anche questa affermazione di Linkem tra i big nazionali. Il gestore gioca da sempre un po’ un campionato a parte, investendo fino ad ora in una tecnologia sulla quale ha poca concorrenza: la rete fissa senza fili, anche questa soluzione particolarmente interessante nelle aree rurali e periferiche.

Il 5G è importantissimo anche per quelli di Linkem. E per ora, Linkem, nella gara, ci sarà.

Si tratta solo di una pre-ammissione. La prossima tappa è fissata per gli inizi di settembre quando tutti e sette i gestori dovranno presentare le offerte economiche. Un’asta ricca, almeno secondo il Governo che si aspetta dalla gara un incasso di oltre 2,5 miliardi di euro.

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