In questi giorni imperversa un’accesa polemica nel settore delle telecomunicazioni in seguito alla decisione dell’azienda italiana Tim riguardo la banda ultralarga nelle mani della società francese Vivendi.

Governo vs TIM banda ultralarga
Il Governo Italiano contro TIM sulla banda ultralarga. Ecco cosa è successo.

Il Governo italiano non ha ovviamente alcuna intenzione di impedire o ostacolare investimenti di Tim che risultino compatibili con gli impegni legali assunti e la normativa comunitaria di riferimento” si legge nel comunicato stampa del Mise, anche se il Governo dovrà prendere provvedimenti qualora le aziende non trovassero una soluzione a norma.

La Commissione Europea, che ha confermato un piano di intervento il 30 Giugno 2016, prevede che tutti gli operatori di telefonia possano comunicare i modi e i tempi necessari per le varie modifiche richieste rispetto ai loro piani di investimento. Così, successivamente il Ministro dello Sviluppo Economico potrà aprire un confronto diretto con la Tim per capire meglio come procedere.

Il pensiero principale del Governo è la tutela dell’interesse pubblico, quindi se dovessero esserci problemi con i vari operatori di mercato, si impegnerà ad agire in tal senso. D’altra parte il piano Banda Ultra Larga è nato dal confronto degli operatori per capire fin dove potevano farcela da soli e che tipo di sostegno era necessario dallo Stato, evitando lo spreco di risorse pubbliche.

Nel primo bando di gara Tim ha partecipato e presentato offerte per tutti i lotti. Il 5 dicembre all’esito della fase di prequalifica del secondo bando, Tim ha dichiarato di voler partecipare alla gara. Il 23 dicembre Tim ha invece comunicato la modifica del suo piano di investimenti e di voler intervenire direttamente in alcune aree bianche, meno del 10% di quelle oggetto del bando di gara, e di non aver più interesse ad intervenire in alcune aeree grigie a parziale fallimento di mercato” ha sottolineato il Mise.

Qualsiasi decisione venga presa occorre fare attenzione a mantenere un equilibrio del conto economico della concessione per la gestione della rete pubblica.

La Tim, da parte sua, si è mostrata disponibile ad investire nel rispetto del quadro nominativo di riferimento, ma all’idea del Ministro dello Sviluppo fonti vicine hanno risposto:

“Spero che con la nota del ministro Calenda la posizione del governo sia ancora più chiara a tutti. C’è un progetto di interesse generale che darà al paese ed alle nostre imprese, dopo anni di ritardo, una rete adeguata ai livelli di competizione internazionale; chi vuole contribuire a realizzarlo è il benvenuto, se qualcuno pensasse invece di ostacolarlo o farlo costare di più ai cittadini, dovrà rispondere dei suoi comportamenti“.

Quindi da parte del governo non c’è la volontà di impedire gli investimenti da parte degli operatori di mercato, ma se questo invito a collaborare non sarà rispettato, quest’ultimo dovrà attuare dei provvedimenti per il bene del pubblico, mettendo fine alla polemica.

“Il Governo ha prontamente risposto alla comunicazione di Tim. E’ allo stesso modo chiaro che un cambiamento del piano di investimenti di Tim, che, secondo quanto comunicato il 23 dicembre, coprirà solo una porzione limitata delle aree oggetto del bando, rischia di squilibrare il conto economico della concessione per la gestione della rete pubblica i cui calcoli sono stati fatti sulla base dell’intera area oggetto del bando” conclude la nota del Mise.

Lascia un tuo commento

Please enter your comment!
Please enter your name here