Arriva da Piacenza un nuovo no alla costruzione della rete del quarto operatore mobile italiano. La compagnia per il momento non commenta ma nelle ultime settimane diversi enti locali si sono messi, diciamo così, di traverso alla rivoluzione Iliad. Sembra che le tariffe piacciano a tutti ma sono in pochi a voler ospitare le antenne, ovviamente indispensabili, per un gestore telefonico vero e proprio e non virtuale.

Iliad rete
Continuiamo a parlare di rete Iliad. L’operatore incassa un nuovo no alla rete. Questa volta dal Comune di Piacenza. Ecco come l’Italia rischia di impantanarsi senza una normativa adeguata.

Anche sul Gruppo Facebook dedicato ad Iliad Italia, nelle scorse ore, il tema è tornato a farsi caldo. Sono in molti, tra gli utenti affezionati al quarto gestore a sottolineare l’ipocrisia della scelta. I piccoli comuni infatti, sono soventemente protagonisti di proteste riguardo la situazione di svantaggio digitale che taglia fuori buona parte del Paese.

Il tema riguarda infatti da vicino Iliad ma non solo. Lo sviluppo delle nuove reti oggi vede protagonisti i francesi ma nei prossimi mesi dovranno rimettere mano ai network praticamente tutti i gestori. Tim e Vodafone stanno iniziano le necessarie operazioni di ammodernamento che consentiranno l’accensione della nuova rivoluzione della telefonia: il 5G.

Le continue proteste contro le postazioni, potrebbero mettere a rischio un’infrastruttura strategica per il Paese ed essenziale per non perdere il treno della rivoluzione digitale.

Al centro dei lavori sulla rete, in questi mesi, troviamo anche Wind Tre. Il mega gestore, nato dalla fusione tra 3 e Wind, già nel 2018 è entrata a pieno ritmo nel processo di integrazione ed ottimizzazione delle infrastrutture che prima costituivano due distinte reti: quella di Wind e quella di 3.

Il processo di unificazione è oggi tornato a funzionare a pieno ritmo, per mano sia di ZTE che di Ericsson. La scorsa estate infatti, ZTE è rimasta incastrata nelle maglie di un nuovo severo ban americano, mettendo a serio rischio l’ambiziosa tabella di marcia Wind Tre.

Oggi Wind Tre copre con la sua rete unica diverse grandi città, tra le quali le due principali aree urbane, quella romana e quella milanese. Tuttavia, i due progetti, Iliad e Wind Tre, sono profondamente diversi, seppur indirettamente fra loro collegati. Ricordiamo infatti che ad oggi e per un periodo di tempo piuttosto lungo, Iliad avrà la possibilità di sfruttare la copertura di Wind Tre e quindi le sue infrastrutture.

Le differenze dei lavori sulla rete tra Wind Tre ed Iliad

Nonostante la complessità e l’estensione del progetto, per Wind Tre le cose sembrano più facili. Anche con le molte installazioni e i giganteschi investimenti, i tecnici di Wind Tre si trovano perlopiù a lavorare su antenne già posizionate, dovendo quindi evitare le complesse procedure autorizzative e gli stringenti controlli ARPA. Visto che si tratta, di fatto, solo di aggiornamenti ad apparati esistenti, per Wind Tre è molto difficile finire nell’occhio del ciclone dei tanti (forse troppi) comitati anti antenne.

E infatti occhio non vede e cuore non duole. E così, alla fine, la nuova rete Wind Tre proseguirà per la sua strada senza dover intavolare troppi bracci di ferro con le autorità locali.

Situazione completamente diversa quella di Iliad. Il nuovo quarto operatore mobile si sta muovendo con centinaia di nuove postazioni dove procedere con installazioni ex novo. E così, mentre alcuni comuni rilasciano senza problemi, in tempi accettabili e con i controlli del caso, altri restano vittima dei fondamentalisti dell’inquinamento elettromagnetico. Spesso basandosi su posizioni ascientifiche ma elettoralmente seducenti.

Iliad potrebbe quindi trovare sempre più difficoltà, in assenza di un’informazione adeguata e di una normativa forse oggi inutilmente severa se paragonata a quella degli altri partner europei.

E i bastoni fra le ruote ad Iliad, sono, in fondo in fondo, una brutta notizia per tutti. Per i consumatori che in questi mesi hanno goduto tutti di un abbassamento generale dei prezzi e di un cambio di rotta nella tariffazione dei servizi extra e per chi crede che, in onestà, un investimento privato vada anche tutelato.

Iliad ha pagato le licenze ed è oggi nel pieno diritto di poterle sfruttare. Lo stesso vale per le altre compagnie, Tim, Wind Tre e Vodafone che scommetteranno nella rivoluzione del 5G. Dopo aver pagato le rate delle licenze allo Stato, sarà loro garantita la possibilità di installare nuove antenne, nel rispetto di tutti?

Vi lasciamo con questa domanda. E nei prossimi mesi continueremo nel nostro piccolo a seguire la cosa cercando di dare un contributo ad un’informazione condivisa e possibilmente basata su dati reali. Tutelare tutti ma liberi dalle leggende.

Vi ricordiamo infine che è possibile seguire tutte le nostre ILIAD NEWS anche sul Canale Telegram tematico di 4fan.it.

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