Un altro successo di Xavier Niel. Così abbiamo titolato il post di apertura di questa mattina sul nostro blog tematico 4fan.it, dedicato all’ avventura di Iliad in Italia. Avventura non ancora ufficialmente cominciata ma che si arricchisce di un nuovo interessante possibile scenario. Quello dei contenuti. Poche ore fa, Xavier Niel ha acquisito il 20% di CanalPlay. Un’ operazione importante ma forse ai più sfuggirà che per l’ Italia si tratta di una svolta decisamente curiosa.

Iliad Canal Play
Iliad ha ora il 20% di CanalPlay. Di fatto, Vivendi e Iliad sono ora più vicini. Anche qui in Italia. Ecco i possibili scenari.

Perché? Perché CanalPlay è una divisione di Canal+, di proprietà di Vivendi. L’ altro grande gruppo francese. Lì in Francia, Vivendi si occupa di media e non di telecomunicazioni. Quindi Iliad e Vivendi collaboreranno senza imbarazzi. Qui in Italia invece la presenza del gruppo di Bollorè è concentrata in Telecom Italia.

Vivendi è il socio di riferimento di TIM. Ed è ora in società con Iliad per un’ azienda media. Iliad che sempre qui da noi rappresenta il quarto operatore pronto al debutto. Insomma, capite bene che non è un passaggio da poco. Paradossalmente più strategico per il mercato italiano che per quello francese.

Significa, in parte, che i francesi qui da noi non vogliono pestarsi troppo i piedi e aprono ad una piccola alleanza, seppur in uno specifico settore, lontano ma non troppo, dalle telco vere e proprie. Quello dei contenuti. I nemici da battere evidentemente sono altri. Primi fra tutti, russi e cinesi di Wind Tre, ora sposi (ma anche qui, non si sa per quanto) e market leader.

Canal+ in Italia…

Vivendi, lo ha già detto, potrebbe portare Canal+ in Italia, integrandola in parte con il progetto, non proprio da buttare, TimVision che nel suo piccolo ha fatto una bella concorrenza a Netflix nei mesi dell’ esplosione dell’ over the top nel nostro Paese.

CanalPlay potrebbe dunque diventare la tv on demand di riferimento sia di TIM che di ILIAD. Curioso. Al momento solo ipotetico. Ma possibile. Soprattutto se, in fondo, quello che si vuole tentare, è creare una seria alternativa europea a Netflix. E in questo caso, più compagnie dovranno fondersi e fare cordata per un progetto comune. Lo strapotere americano in questo importante settore è già realtà, con Netflix e Amazon che sembrano destinate a dividersi il pubblico globale.

Lascia un tuo commento

Please enter your comment!
Please enter your name here