Goodbye Wind Tre

Tranquillo tranquillo, Benedetto Levi non rinuncia comunque ai grandi annunci e alle posizioni decise. Nelle scorse ore l’Ad di Iliad Italia ha parlato della giovane compagnia che guida fin dal suo esordio e della necessità di Iliad di staccarsi, quanto prima, dalla rete Wind Tre. Ma non solo. Per Iliad, goodbye Wind Tre? Prima di continuare la lettura, vi chiediamo di scaricare la nostra app gratuita dal Google Play Store per non perdere i nostri aggiornamenti quotidiani.

Benedetto Levi torna a parlare in Parlamento (stavolta in Senato) dove in questi giorni si sta discutendo un nuovo assetto legislativo atto ad impedire (anzi, almeno a limitare) le rimodulazioni dei gestori telefonici.

Come detto, si tratta di una norma parziale che cercherà almeno di imporre un freno alle telco. Sei mesi di pace, in sintesi. Sei mesi dalla stipula di un nuovo contratto, durante i quali le compagnie non potranno cambiare le condizioni in essere. E quindi, non potranno rimodulare.

Un po’ pochino ma è già qualcosa. La posizione di Iliad sulla nuova norma, ovviamente, è del tutto favorevole. Da sempre il gestore si è posizionato in una logica di assoluta trasparenza con i consumatori, definendosi in questo, rivoluzionaria. Ed è una strategia che, è d’obbligo ammetterlo, ha fatto bene all’intero mercato telefonico e a tutti i consumatori italiani. Anche quelli non clienti Iliad.

Più cauta è sembra essere nei giorni scorsi la posizione di Wind Tre, gigante telefonico ora a controllo totale dei cinesi di Hutchison. Per Wind Tre infatti, oltre al rispetto per i consumatori è importante anche tutelare i conti della compagnie. Messe sotto pressione dalla nuova ondata di offerte low cost e dalle esigenze di investimento per il 5G.

Ecco le parole di Massimo Angelini, Direttore Public Affairs, Internal & External Communication di Wind Tre:

La nostra industry oggi ha una questione centrale che si chiama sostenibilità. Ricavi e margini sono strutturalmente in calo, precisa durante un’audizione in commissione Lavori Pubblici del Senato, e la politica dei prezzi, negli ultimi anni, ha prodotto grandi vantaggi per i consumatori italiani rispetto alla media degli altri Paesi europei. Le Telco inoltre, continua il manager, hanno mantenuto un profilo di investimento importante, circa sette miliardi l’anno, in linea con le esigenze dei clienti e il forte consumo dei dati. In questo quadro va poi tenuto conto dei numerosi interventi normativi e regolamentari a tutela dei consumatori. Siamo veramente certi, si chiede Angelini, di aver bisogno di un ennesimo intervento normativo su una leva fondamentale di competizione come quella dei prezzi?

Iliad favorevole quindi. E Wind Tre più preoccupata dalla nuova normativa. Che come detto, tutela i nuovi utenti solamente per sei mesi. Un periodo, anche secondo noi, fin troppo limitato.

Ma Iliad prende le distanze da Wind Tre non solo in queste posizioni “politiche”. Ma anche sulle reti. E sempre nella stessa occasione, Levi ha parlato della necessità di indipendenza dalle infrastrutture Wind Tre con un piano ambizioso già attuabile entro il 2019. Vediamo con quali numeri.

Distacco da Wind Tre

Operazione indipendenza per Iliad e che sarà, come è evidente, assolutamente graduale. Iliad spinge però sull’acceleratore e spiega che l’unico modo per aumentare gli utili della filiale italiano è nel far telefonare e navigare i clienti Iliad sulla rete proprietaria.

Oggi la rete conta circa 400 antenne. Sul nostro Forum cerchiamo di raccogliere le diverse segnalazioni di nuovi avvistamenti. Trovate la discussione a questo link.

L’obiettivo però esplicitato da Levi è ben più importante. 3500 siti attivi, funzionati e 4g+, entro fine anno. Un bel bottino di antenne tutte di Iliad che potrebbero consentire al gestore di concentrare sul proprio network, circa il 20% del traffico attualmente generato dai propri clienti. E quindi, generare utile garantendo maggiore qualità.

Ovviamente, si tratta di interventi che saranno concentrati, a macchia di leopardo, soprattuto nelle grandi città. Nelle zone rurali, il ran sharing, resta strategico.

Per sapere come oggi di fatto funziona la rete Iliad e in che cosa consiste il ran sharing con Wind Tre, vi consigliamo, se l’avete perso, di ascoltare la puntata del nostro podcast nel quale affrontiamo nel dettaglio questo argomento (l’articolo prosegue dopo il podcast…)

Nel frattempo però anche sul fronte Wind Tre l’obiettivo è il miglioramento della qualità della rete, attraverso i lavori di unificazione e la nuova partnership con Fastweb.

Gli operatori italiani sembrano decisi a superare la fase di competizione infrastrutturale e affrontare insieme le grandi sfide del 5G su tutto il territorio nazionale.

La rete 5G condivisa Fastweb – Wind 3, sarà gestita da Wind Tre e grazie anche alla fibra di Fastweb sarà fortemente potenziata, con benefici anche per i clienti di linea fissa con l’accesso sia in FTTH (Fiber to the Home) che in FTTC (Fiber to the cabinet).

L’accordo tra Wind Tre e Fastweb durerà ben dieci lunghi anni e i sindacati si sono già detti favorevoli all’accordo.

I sindacati dichiarano che la nuova alleanza Wind Tre – Fastweb, dovrà portare giovamento anche a livello occupazionale. Ma su questo, nutriamo qualche dubbio.

fonte Corcom

4 commenti

  1. Ottimo ragazzi…siete tra le mie fonti principali per quanto riguarda Wind e gli altri “nuovi” operatori

  2. Finché ricevevo iliad tramite Wind tutto bene. Da quando hanno acceso ripetitori iliad il disastro, collegamento ridicolo in 3g e 2g!! Prestazioni di una lentezza imbarazzante: 0,5 mb quando va veloce in download! Segnalato a iliad, ma la situazione non migliora. iliad, addio….

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