Ora Iliad cerca l’indipendenza tecnologica ed operativa da Wind Tre. Nel 2019, per proseguire la Rivoluzione Iliad, sarà necessaria l’accensione della nuova rete 4G+ almeno in due grandi città italiane.

Loghi di Iliad e di Wind Tre
Iliad e Wind Tre. I piani sulle nuove reti mobili dei due operatori è destinato ad incrociarsi. Ecco costa succederà nelle prossime settimane.

Meno roaming nazionale e maggiori profitti grazie all’utilizzo della rete proprietaria, di nuova costruzione. Parla chiaro Benedetto Levi, recentemente intervistato da Repubblica e traccia gli obiettivi di sviluppo della rete, con anche una buona dose di sincerità riguardo la sostenibilità finanziaria della spedizione italiana del quarto operatore mobile. Può oggi Iliad, con tariffe così basse, reggersi sulle proprie gambe? Sì ma solo se implementerà la propria rete e riuscirà a staccarsi, già nelle prossime settimane, da Wind Tre, almeno nelle due grandi città di Roma e Milano. Anche per la gioia degli utenti.

Torniamo oggi a parlare della nuova rete del quarto operatore mobile. Come sempre, noi di UpGo.news continuiamo a seguire da vicino sia Iliad che Wind Tre e, come sapete, sui progetti di rete, i piani di questi due grandi player sono destinati ad incrociarsi a più riprese.

Oggi Iliad, chi ci segue abitualmente lo sa bene, possiede un proprio core network, proprie tecnologie e proprie risorse ma per la parte terminale della rete, quella più vicina agli utenti finali, ovvero le antenne, dipende totalmente dal competitor Wind Tre.

Wind Tre fornisce ad Iliad l’accesso alle proprie infrastrutture, in un roaming nazionale un po’ più avanzato e che si chiama ran sharing. Grazie al ran sharing, viene emesso dalle antenne di Wind anche il codice operatore di Iliad, pur non essendo quelle antenne native di Iliad. Ne consegue che l’utilizzatore, sul display del proprio telefonino, troverà la scritta Iliad senza rendersi conto di essere effettivamente in roaming.

Iliad e ran sharing Wind Tre. Che cos’è? Ecco il video:

Al momento funziona così sull’intero territorio nazionale. Iliad sfrutta di fatto un roaming 100%.

Ma ovviamente, non è un regalino che Wind Tre fa ad Iliad. L’utilizzo del network rivale ha un costo. E non è dato sapere con esattezza quanto. Accordo, top secret, tra le parti. E benedetto dall’UE visto che l’entrata di Iliad nel mercato e il conseguente accesso alle infrastrutture post fusione Wind Tre, era conditio sine qua non per l’approvazione della fusione stessa.

Detto in parole semplici, Wind Tre fu costretta ad autorizzare l’accesso a prezzo di costo ad un nuovo quarto operatore, altrimenti la fusione tra i due gestori non sarebbe mai passata in rispetto per le leggi sulla libera concorrenza.

Come detto però, questo affitto molto molto conveniente per Iliad, è comunque un affitto. E quando entri nel mercato con tariffe attorno ai 6 euro anche i cent che finiscono diretti nelle casse di Wind Tre spa, rischiano di pesare sul bilancio finale dell’operazione. E tanto.

Per questo, Benedetto Levi ha confermato nei giorni scorsi l’intenzione di dare un’accelerata ai piani di accensione della quarta rete mobile italiana. Le risorse ci sono. Le antenne arrivano infatti in parte dalla stessa Wind Tre che nel lavoro di aggregazione tra i due network (Wind e 3) ha individuato alcune postazioni in eccesso. Si parla, ormai da tempo, di circa 5000 antenne che quindi sarebbero in gran parte già nelle mani di Iliad, pronte ad entrare in funzione per servire il nuovo gestore.

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Possibile come accennato sopra che si parta da Milano e subito dopo Roma. Certo è che a Milano il Comune ha già autorizzato diverse postazioni create ex novo da Iliad. A questo bel pacchetto di antenne, ci sono poi da aggiungere quelle che metterà a disposizione Cellnex, azienda appunto specializzata nella costruzione e nella gestione di antenne per compagnie telefoniche e broadcaster.

Insomma il piano sulla rete c’è, è concreto, è attuale ed è assolutamente imprescindibile per far quadrare i conti di Iliad. La tanto agognata sostenibilità alla quale mesi fa fece per la prima volta accenno la stessa TIM, asserendo che i francesi, avrebbero potuto praticare tariffe così basse solo andando in netta perdita. Una strategia rischiosa e certo non sostenibile sul medio – lungo periodo.

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La rete autonoma renderà vacua la profezia di TIM sul futuro di Iliad? Non si sa. Certo è che gli utenti, che tante domande sui conti del gestore, giustamente, non se le fanno, sarebbero ben felici di avere più velocità e migliori prestazioni almeno nelle due più grandi aree metropolitane del Paese. In attesa, ovviamente, della grande rivoluzione 5G.

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