Rivedere completamente la propria offerta sul mobile, per continuare ad essere rivoluzionari. È un processo naturale, endemico nella natura fortemente innovativa del gruppo Iliad. Xavier Niel nelle scorse ore ha annunciato che il gruppo Iliad guarderà al mobile in maniera completamente diversa. Una rivoluzione 2.0 che prenderà il via nelle prossime settimane. Le novità saranno tantissime e riguarderanno direttamente la casa madre, ovvero Free Mobile. Ma la filosofia che sta dietro alle novità di Free, lo sappiamo bene, coinvolge più o meno direttamente anche la nostrana Iliad. Cosa cambierà? Ne parliamo in questo post ma prima di lasciarvi alla lettura, ancora una volta, vi ricordiamo di iscrivervi al Canale Telegram di UpGo.news per ricevere sempre prima di tutti le nostre notizie su telefonia e pay tv.

I nuovi piani di Iliad
I nuovi piani per la crescita di Iliad. Xavier Niel vuole reinventare il gruppo. Ecco il punto della situazione sul Gruppo Iliad in Francia e in Italia.

Free Mobile ripartirà da zero, ridefinendo in ogni aspetto politiche commerciali e in qualche modo, il posizionamento del brand sul mercato. Una necessità che lo stesso Xavier Niel ha confermato debba ripetersi ogni 6 o 7 anni. In quella fase quindi, nella quale la marca rischia di perdere un po’ la propria presa sul mercato e il proprio appeal.

A Free Mobile è successo questo nel corso di quest’anno. Perché per capire questa voglia matta di novità all’interno del Gruppo Iliad è fondamentale conoscere il contesto. Il 2018 è stato un anno importante per la storia del Gruppo. Potremmo riassumere quest’anno in due momenti fondamentali.

  • L’arrivo dei primi dati non entusiasmanti in patria: Free e Free Mobile hanno smesso di crescere in maniera vertiginosa. La cruda e non troppo gioiosa verità è questa. Il mercato francese si è adattato in questi anni alla rivoluzione iliad e gli operatori concorrenti hanno preso contromisure. Di fatto la pressione competitiva soprattutto sul fisso è forte e Free continua ad avere una posizione importante ma non riesce a conquistare molti nuovi abbonati. Sul mobile situazione simile con Free Mobile sempre più inseguita sul prezzo dai brand low cost. Anche lì, esattamente come da noi, le grandi compagnie telefoniche si sono “sdoppiate” e hanno lanciato i loro figli a basso costo. Mentre noi abbiamo ad esempio Ho di Vodafone, loro hanno Sosh di Orange, tanto per capirci.
  • Il grande evento felice è stato invece lo sbarco in Italia e più in generale l’espansione all’estero del gruppo. L’Italia ha offuscato l’altra operazione importante, ovvero l’acquisizione di Eir, ex monopolista irlandese sul fisso e oggi terzo operatore sul mercato mobile dell’isola. Ovviamente, diretta emanazione di Free è la nostra Iliad Italia. Qui Niel ha potuto plasmare la compagnia interamente, essendo appunto un lancio ex novo. Una startup esplosiva che ha portato nel gruppo ben 2 milioni di nuovi clienti in poche settimane. Il raggiungimento dell’obiettivo del 10% del mercato italiano, sembrava impossibile e invece ora appare molto più fattibile. Le offerte Iliad è inutile negarlo, sono state accolte dai consumatori meglio di ogni più rosea aspettativa. E nel 2019, con i miglioramenti e le implementazioni di rete, le cose sembrano destinate a migliorare.

Ma le intenzioni di Xavier Niel sono quelle di rivedere la fisionomia intera del gruppo. La sfida, lo si è detto tante volte è il 5G. Ma che non va inteso come nuova tecnologia ma come nuova dimensione operativa nella quale la compagnia si troverà ad operare.

Ci aspetta un destino senza più separazioni tra fisso e mobile. E dove attraverso le reti passeranno anche tutti i contenuti, dall’intrattenimento, al lavoro, passando per la domotica.

La sfida di Iliad è quindi quella di reinventarsi, in una veste nuova ancora più spiccatamente smart. Sempre rivoluzionaria sui costi certo ma senza lasciare indietro l’aspetto fondamentale dell’innovazione.  Ad inizi dicembre Free ha presentato due nuovi dispositivi per la connessione di casa ma in grado anche di sfruttare il 4G della compagnia. Un ibrido bellissimo da vedere, super funzionale, semplice e hi-tech. Si chiama Freebox Delta e lo potete vedere nella foto in basso. Probabile che sia il primo tassello della Rivoluzione Iliad parte seconda.

Nuovo Freebox Delta di Iliad
Il Freebox Delta presentato da Free ad inizi di dicembre. Il dispositivo potrebbe arrivare anche in Italia, in occasione del lancio di Iliad anche nella telefonia fissa. Ma per il momento sono solo ipotesi.

Discutiamo insieme questa notizia nel Gruppo Facebook interamente dedicato ad Iliad… Cliccate qui per entrare…

4 commenti

  1. Nel mio caso pensavo di aumentare il numero di sim creando una rete unica fra diversi domicili. Volevo utilizzare qualcosa in campagna standomene tranquillo in città, tutte banalità se supportate da un sistema che le gestisce. Alla fine ho rinunziato per …. banalità, tutta la rivoluzione si è concentrata sul risparmio …. ancora oggi resto lì con una sim in un telefono che non è in grado di convertire in analogico il segnale digitale ed alimentare i telefoni di casa bisogna ricorrere ad un router huawei … (che non voglio in casa, non perchè proibito da Trump ma per l’assistenza e per le apparecchiature brandizzate che nel tempo mi ha rifilato) ne esistono altri …. ma iliad se ne frega ed entra nella vendita dei telefonini … come gli altri … ne vendesse uno con il se Ubuntu touch preinstallato no … niente di nuovo si pensa solo ai quattrini …

  2. Io sono possessore di diversi Huawei che sfrutto con SIM iliad e ne sono molto soddisfatto. Poi, piuttosto che convertire il digitale in alalogico, perdendo tutti i vantaggi. Molto più semplice passare il telefono di casa sul VoIP, come ho fatto io. Si risparmiano i costi fissi del fisso (scusate il gioco di parole) , che sono irreali oggi, ci si libera da contratti vincolanti, e si può mettere il numero di casa su u. Vecchio Cell., o sul proprio…
    Per quanto invece la vendita di devices alternativi, ci hanno tentato in molti, ma lo sforzo economico spesso non è proporzionato alla domanda, che si rivolge sempre sui melafonini o sulle cinesate economiche (chi vorrebbe un telefono Ubuntu a 1.000€?? Macché, lo voglio figo ma deve costare una cicca, essere) … Immagino che già essere fornitore di fonia mobile con i costi dei ponti radio ed il 5g sia tutt’altro che semplice (sia come investimento che come gestione), accontentiamoci di questo, visto che la prima richiesta dei clienti è il risparmio…

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