Chi non ha paura di vedersi spegnere il telefono cellulare da un momento all’altro a causa della batteria scarica? Per la maggior parte degli italiani, si tratta di un vero e proprio incubo da scongiurare ad ogni costo. Non un leggero timore ma una situazione di vero e conclamato disagio.

Telefono scarico
Il telefono rimasto senza batteria è la notizia peggiore. Almeno per gran parte degli italiani. Siamo sempre di più un popolo di addicted da telefonino.

Uno studio realizzato dal marchio cinese di telefonia mobile Huawei ha messo in evidenza il fenomeno, che secondo i cinesi sarebbe uno dei problemi quotidiani più sentiti dagli italiani. Il test è stato effettuato basandosi su un campione di poco più di 2000 persone e ha rivelato quanto gli italiani non possano fare a meno di uno smartphone o di un tablet e quanto siano preoccupati di restare senza alimentazione. In sintesi, Huawei ha suddiviso in maniera abbastanza chiara gli utenti dei device in tre categorie sostanziali. Una piccola classificazione dei malati da telefonino. Scopriamo quali sono:

– La prima categoria è quella dei cosiddetti Boosters, che corrispondono a poco meno della metà degli utenti italiani, più precisamente il 48%. Il gruppo raccoglie tutti coloro che portano sempre con sé un caricabatterie, che si tratti di un apparecchio portatile o di quello che viene attaccato direttamente al muro con una semplice presa.

– La seconda categoria comprende i Survivors, ossia coloro che mettono in pratica tecniche impossibili per sfruttare la batteria fino all’ultimo secondo della sua carica. Un obiettivo che viene raggiunto mediante l’utilizzo cospicuo della modalità di risparmio energetico e la chiusura istantanea di tutte le applicazioni che di solito rimangono aperte. Di questo gruppo fa parte circa il 34% degli italiani.

– Infine, bisogna prendere in considerazione i Borrowers, che vengono spesso definiti anche col termine tutto nostrano di scrocconi. Infatti, tali soggetti non sono mai forniti di un caricatore e non fanno altro che chiederlo sempre in prestito ad ogni persona che si trovano davanti, risolvendo così una vera e propria emergenza quotidiana.

A tutto ciò, bisogna aggiungere che sempre più italiani tengono in massima considerazione lo stato di carica della batteria e si sentono sicuri soltanto se questo indice è al di sopra di un determinato valore. Non caso, il 70% degli intervistati si sente tranquillo nel portare il cellulare con sé soltanto se ha una batteria dalla carica compresa fra il 76 e il 100%. Al tempo stesso, soltanto l’8% degli italiani ha dichiarato di stare a posto con una batteria tra il 26% e il 50%. In pratica, si tratta di una vera e propria ossessione difficile da tenere a bada, anche grazie alle molteplici funzioni presenti all’interno dei dispositivi di ultima generazione.

Tuttavia, l’incubo relativo all’utilizzo dello smartphone può anche diventare un qualcosa di molto preoccupante. Infatti, sette persone su dieci tra quelle intervistate chiederebbero senza alcuna remora ad estranei di ricevere il cellulare in prestito se la batteria è totalmente scarica. La scelta di acquistare una power bank dal costo che si raggira sui 20 euro è la più gettonata in assoluto e quasi tutti non avrebbero problemi ad attuarla. Diversi individui sarebbero persino pronti ad offrire un caffè alla prima persona a caso in cambio della ricarica della batteria dello smartphone.

Numeri abbastanza sintomatici e pensate che, al di là degli scherzi, esiste una vera e propria malattia del telefonino che si chiama nomofobia.

Poco meno di due italiani su tre hanno ammesso di mettere sotto carica il loro device mobile almeno due volte al giorno. Inoltre, serpeggia un senso di profonda insoddisfazione e più di quattro persone su cinque si lamentano per la scarsa autonomia della batteria interna, inferiore rispetto al tempo prestabilito in sede d’acquisto. Proprio per questa motivazione, sempre più acquirenti scelgono uno smartphone o un tablet valutando i consumi della sua batteria, cercandone una sempre più efficiente e duratura.

Insomma, i risultati dello studio realizzato dal marchio Huawei sono davvero di dimensioni enormi, anche se non molto sorprendenti. Il chief marketing officer del brand cinese in Europa Occidentale, Andrew Garrihy, ha dichiarato di essere al lavoro per risolvere il cattivo rapporto che numerosi utenti hanno con la tecnologia.

Ovviamente, uno dei punti più critici è costituito proprio dalla batteria del cellulare. Il caricatore è ormai un apparecchio immancabile all’interno delle borse e delle tasche degli italiani. Inoltre, l’esponente di Huawei ha parlato dei punti di forza del suo nuovo dispositivo, Huawei P20 Pro, che sarebbe pronto ad introdurre nuove soluzioni all’insegna della cosiddetta Intelligenza Artificiale. Un espediente del genere ha l’obiettivo di gestire la batteria in maniera ottimizzata, riducendo il rischio di restare a secco da un momento all’altro.

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