Finalmente si tornerà alla classica fatturazione dei 30 giorni. E non per scelta dei gestori. Ma per legge imposta dal Parlamento Italiano. Qui su UpGo.news abbiamo seguito l’ intero iter legislativo di questa importante proposta e finalmente siamo arrivati al dunque. Le tariffe di Tim, Wind 3 e Vodafone dovranno prevedere il mese solare per intero. Per cui niente più tredicesima mensilità da pagare al posto delle naturali 12.

Legge fatturazione ogni 30 giorni
La fatturazione torna ogni 30 giorni. Finalmente è legge. Tim, Vodafone e Wind Tre dovranno adeguarsi.

Ci voleva un decreto legge del Governo per costringere gli operatori telefonici ma anche Sky, a piantarla con la pessima politica delle quattro settimane. Da poche ore, la proposta è legge a tutti gli effetti.

La riforma quindi varata dal Parlamento riporta le aziende di telefonia nei ranghi anche perchè stabilisce pesanti sanzioni nel caso in cui non ci si adegui per tempo. Si va da un minimo di 240mila euro ad un massimo di 5 milioni di euro. Batoste pesanti in caso di inadempienza, anche se i nostri gestori non sono nuovi a sanzioni.

La legge intanto introduce anche un rimborso forfettario di 50 euro per gli utenti che sono stati vittime di fatture irregolari. Ma chi avrà veramente diritto ai rimborsi? Ancora tutto da vedersi.

Intanto però la nuova normativa concede una tempistica di almeno 4 mesi per tornare ad adeguarsi al classico sistema dei 30 giorni, per dare il giusto tempo utile ad aggiornare i sistemi di fatturazione e billing.

Alcuni gestori come Fastweb e Tiscali sono già tornati alla fatturazione mensile piena e ne stanno facendo un gran vanto attraverso campagne pubblicitarie ad hoc.

Trascorsi questi 4 mesi, saranno possibili solo fatturazioni mensili, ad esclusione – come chiarisce la norma  – dei servizi promozionali a carattere temporaneo di durata inferiore al mese e non rinnovabile, su base mensile o multipli del mese.

Come sappiamo l’Agcom aveva già provato a più riprese a riportare gli operatori alla normale mensilità con una delibera che prevedeva 90 giorni di tempo per rimettersi in regola. Ma nulla è stato fatto e le compagnie hanno fatto “orecchie da mercante” fino a questo decisivo intervento legislativo, fortemente voluta da una deputata del Partito Democratico.

Ovviamente ora la paura di molti utenti, preoccupazione giustificatissima, è quella di vedersi applicare rincari nelle tariffe e nelle offerte così da aggirare di fatto questa modifica imposta e che rischia di premere fortemente sui conti delle compagnie. Ci dobbiamo aspettare un aumento delle tariffe? Ipotesi, per carità, assolutamente plausibile.

Come andrà a finire? Come sempre, vi invitiamo a seguire le nostre notizie su telefonia e tv digitale anche via Facebook.

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