Nel nuovo appuntamento di Striscia la Notizia, è riemersa nuovamente una delle problematiche più ricorrenti nel mondo della telefonia mobile: le SIM ricaricabili vendute illegalmente senza richiesta di un documento d’identità, e per tanto intestate a utenti ignari.

Protagonista del servizio, non direttamente esplicato per questioni di privacy, si è rivelato essere l’operatore virtuale basato su rete Vodafone, Lycamobile, particolarmente attivo questo periodo con nuove promo e riconoscibile nel servizio di Striscia grazie al codice identificato delle SIM, “893935”.

Lycamobile
Lycamobile torna sotto i riflettori per la vendita, forse illegale, delle proprie sim card. Il servizio di Striscia la Notizia

Già lo scorso anno l’operatore era finito nella bufera per la presunta vendita di alcune SIM con un modus operandi molto simile. Anche il programma televisivo Le Iene aveva acceso le luci su Lycamobile. E già in quell’occasione, Lycamobile non si ritenne direttamente coinvolta, incolpando piuttosto i rivenditori illegali di queste SIM intestate a persone ignote.

Come noto, la vendita di una SIM senza la presenza di un documento di riconoscimento comporta una violazione della legge Pisanu; e durante il servizio andato in onda di Striscia La Notizia, possiamo vedere come sia effettivamente semplice da parte dei venditori abusivi diffondere sul territorio delle SIM a poco prezzo e senza cedere i propri dati personali, essendo già intestate a ignoti.

Ricordiamo inoltre che l’operatore Lycamobile ha introdotto da alcuni mesi anche la possibilità di registrare fino a 4 SIM diverse con un solo codice fiscale. Una pratica che, se da un lato favorisce i clienti eventualmente desiderosi di possedere più numeri, dall’altra rende molto più agevole la vita dei rivenditori che sfruttano questa vulnerabilità per far circolare delle tessere intestate a ignoti.

L’unico modo per verificare la presenza o meno di alcune SIM in circolazione intestate a proprio nome è quello di contattare il Servizio Clienti dell’operatore al numero 40322 (per utenza Lycamobile), al 0645212322 (da altre numerazioni esterne a quelle dell’operatore virtuale) oppure via mail: cs@lycamobile.it.

In alternativa, per coloro che non sono mai stati clienti di Lycamobile, il Garante delle Comunicazioni mette a disposizione sul proprio sito ufficiale anche il cosiddetto modulo “Esercizio di diritti in materia di protezione dei dati personali”, da inviare all’operatore per il trattamento dei dati personali e sapere se sono presenti o meno nel database dell’azienda.

Dopo i fatti gravi raccontati dal programma di Antonio Ricci, il pensiero non può non andare alle accuse, forse davvero infondate, contro il gestore Iliad e i suoi SimBox, anch’essi finiti nei mesi scorsi nelle bufera delle polemiche, a causa di una politica secondo qualcuno poco chiara sulla distribuzione delle SIM dai distributori. Alle accuse, lanciate prevalentemente dai competitor, Iliad ha risposto in più occasioni, sottolineando la bontà del proprio metodo di identificazione. E chiunque possiede una sim Iliad, sa bene che l’operatore necessita di una chiara identificazione del cliente.

La verifica finale dei documenti avviene contestualmente all’emissione della SIM, attraverso un riconoscimento video facciale con relativi documenti. Parliamo di due procedimenti necessari per procedere alla definitiva attivazione della SIM, e che a quanto pare non violano in alcun modo la legge Pisanu del 2005.

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