Possiamo tranquillamente dire che “il lupo perde il pelo ma non il vizio?”. Ancora una volta i gestori di telefonia italiana vengono pesantemente sanzionati dall’Antitrust. Le accuse sono sempre le stesse: comportamenti scorretti nei confronti dei clienti.

TIM Multata dall' antitrust
Gruppo Telecom Italia multata, ancora, dall’ Antitrust. Pratica commerciale scorretta. Vediamo le motivazioni per la nuova multa da 300mila euro inflitta a TIM.

Ma sembra proprio che alle nostre telco non freghi nulla delle sanzioni. Vanno avanti per la loro strada. E come esclamava Totò “e io pago!” Cosi stavolta è nuovamente TIM – Telecom a beccarsi la multa. Che evidentemente non è mai troppo salata.

L’accusa da parte dell’authority è violazione della delibera dell’autorithy del 27 luglio 2016 in sostanza l’azienda telefonica ha continuato ad addebitare in un’unica soluzione le rate dovute dagli utenti che richiedevano il recesso in seguito alla modifica unilaterale sulla fatturazione passata da 30 a 28 giorni quindi facendo pagare tredici mensilità invece che 12.

Secondo l’Autorità si tratta di una pratica commerciale scorretta e per questo l’azienda aveva già avuto 410mila euro di multa.

Questa la comunicazione ufficiale:

Con provvedimento n. 26134 del 27 luglio 2016 notificato in data 5 agosto 2016, l’Autorità ha deliberato la scorrettezza della pratica commerciale posta in essere da Telecom Italia S.p.A. nel periodo compreso tra il 2 agosto e il 31 dicembre 2015, consistente nell’aver ridotto il periodo di rinnovo da 30 a 28 giorni delle offerte di telefonia mobile attive al 2 agosto 2015 abbinate alla vendita a rate di prodotti (smartphone, tablet ecc.), e nella previsione dell’addebito in un’unica soluzione del saldo delle rate residue a scadere per il prodotto e di ulteriori somme – nei soli casi di mobile network portability – a carico di coloro che, a seguito della modifica, hanno esercitato il diritto di recesso, richiedendo la cessazione delle opzioni tariffarie attive o il passaggio ad un altro operatore.

Il comunicato prosegue cosi:

l’aggressività della condotta in violazione degli artt. 20, 24 e 25 del Codice del consumo, rilevando che la stessa, comportando un aggravio economico per il cliente che non intendesse accettare le modifiche predisposte unilateralmente dalla società, integra gli estremi di una coercizione o di un indebito condizionamento, idoneo a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore rispetto all’esercizio del diritto di recesso di cui all’art. 70, comma 4, cod. com. elettr., facendogli assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. Per questo l’Autorità ha vietato l’ulteriore diffusione della pratica commerciale.

Quante altre sanzioni ci vorranno perchè finalmente ci si decida a comportarsi in maniera più corretta? E’ vero che tali sanzioni difficilmente verranno pagate dai gestori ma è altresi vero che già solo la notizia di una multa dovrebbe essere presa in seria considerazione.

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