In questi giorni sono tornate ad inseguirsi voci su una possibile acquisizione di TIM da parte di Orange. Un’ ipotesi paventata più volte negli ultimi anni e che potrebbe avere un percorso facilitato da uno scambio azionario, in grado di inglobare TIM in uno dei gruppi tlc più importanti d’ Europa. Ma a frenare questa volta è lo stesso AD di Orange, Stèphane Richard, spaventato dall’ arrivo, ormai entro pochi mesi, dello tsunami Free Mobile.

Orange in Italia
Si torna a discutere della fusione Orange – Tim. Ma l’ ex monopolista francese non ci pensa propria ad affrontare nuovamente l’ agguerrita Free Mobile. Ecco cosa pensa l’ AD di Orange – France Telecom del mercato italiano dei prossimi mesi.

E mentre quindi nel panorama nostrano, tutti i gestori si dicono tranquilli e sereni dello sbarco di un nuovo agguerrito concorrente, Oltralpe, dove la creatura di Xavier Niel la conoscono bene, arrivano segnali di fondate preoccupazioni.

Per le compagnie, s’ intende. Perché quanto avvenuto in Francia è un case history senza precedenti, con l’ abbattimento delle tariffe delle compagnie di oltre il 50% in soli 12 mesi.

E questo beneficio per gli utenti si trasforma immancabilmente in un assottigliamento degli utili per le compagnie telefoniche. E non è un caso che in questo periodo, i nostri gestori, passati formalmente da 4 a 3, stanno facendo cassa con una nuova pioggia di rincari e rimodulazioni. 3 ha rivisto gran parte delle proprie All In e Vodafone ha imposto nuovi costi fissi sui piani base ricaricabili. I “per sempre” messi in pubblicità si sa, valgono zero. E via di cambiamenti unilaterali dei contratti.

Servono più soldi per affrontare gli investimenti tecnologici nelle nuove reti ma anche per preparare le armi che in Italia serviranno a contenere il fenomeno low cost di Free Mobile. Qualcuno già ha tirato giù le carte, come TIM che in funzione anti Niel ha partorito in fretta e furia un gestore nuovo, Kena Mobile, primo operatore virtuale italiano posseduto direttamente da un infrastrutturato.

Si dice che anche in Vodafone si stia ragionando ad uno sdoppiamento, magari riesumando uno dei marchi storici posseduti in Italia dal gruppo, come TeleTu o quella Omnitel resa famosa dalle pubblicità di Megan Gale.

Uno scenario complesso e in profondo cambiamento, scatenato dalla storica decisione di Wind e 3 di fondersi una volta per tutte e che noi di UpGo.news, ormai lo sapete, vi raccontiamo quotidianamente con indipendenza, puntualità e autorevolezza.

Per il momento quindi, l’ altro matrimonio atteso, quello tra Orange e Tim, si farà attendere. A tempo indeterminato. L’ ex France Telecom vuole prima vedere quali saranno gli effetti di Free sul mercato nostrano. Nonostante le tariffe dirompenti, nulla è scontato. I fattori da considerare sono moltissimi e tra questi c’ è una situazione italiana assolutamente satura nel campo mobile. E quindi bisognerà vedere quanto è veramente fluida l’ utenza del nostro Paese, quanto è disposta a credere ad un’ avventura imprenditoriale nuova o se è fortemente affezionata ai gestori esistenti.

Xavier Niel è sicuro del suo investimento oltre frontiera, è pochi giorni fa ha dichiarato alla stampa di considerare le compagnie telefoniche italiane le più odiate dagli italiani. Insomma, secondo il coraggioso businessman francese lo spazio per infilarsi c’è e i consumatori italiani non vedono l’ ora di vedere una rivoluzione nel campo delle tariffe, della semplicità e della trasparenza.

Orange per il momento resterà a guardare. Non c’ è nessuna intenzione di avventurarsi in un nuovo braccio di ferro con Niel, proprio ora che in Francia la compagnia ha ritrovato il proprio equilibrio. Lì Orange, si sta attrezzando con una miriade di servizi tlc avanzati, in un modello tutto nuovo di compagnia telefonica. Contenuti, offerte integrate e da poco anche un banca virtuale, completamente gratuita, attraverso la quale i clienti Orange potranno gestire i propri risparmi. Nessuna commissione. Altra prova che la concorrenza, dove c’ è, fa bene.

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In Free intanto i lavori procedono serrati. L’ arrivo è previsto entro fine anno e a Milano, dove Iliad (la società a cui appartiene il marchio) avrà i suoi principali uffici, continuano le nuove assunzioni. Nel frattempo i tecnici stanno lavorando assieme a quelli di Wind Tre spa, per pianificare la cessione del gruppo di antenne in eccesso che costituirà la base della copertura diretta della nuova rete di Free Mobile. Ormai manca davvero poco.

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