Dopo un pò di tempo, torniamo a parlare dei call center, nello specifico di quelli tanto odiati da tutti che ti chiamano a casa o sul cellulare a tutte le ore e ripetutamente. Sappiamo che ormai ce ne sono migliaia sparsi in tutta Italia e molti dislocati in Paesi dell’ Est Europa. E proprio per questo, come avevamo già scritto qui, anche il Governo sta cercando, per quanto possibile, di mettere una toppa alle fastidiose, insistenti telefonate. Tra recupero crediti, proposte commerciali e anche truffe, ecco quale sarà il futuro del telemarketing.

Call Center molesti
La proposta del prefisso unico per i call center che consentirebbe di sapere con trasparenza che la chiamata che stiamo ricevendo è telemarketing. Ma i Sindacati vogliono bloccare tutto.

Tra le nuove soluzioni al vaglio ci sarebbe quella di un prefisso unico per i call center in moda da essere riconoscibili dagli utenti al momento della chiamata. In questo modo i consumatori potranno sapere prima di rispondere, che si sta per interloquire con un call center. 

Prefisso unico. I Sindacati pronti a dare battaglia

Ma i sindacati della categoria come Assocontact, Slc, Fistel e Uilcom non ci stanno e sono pronti a dare battaglia, perchè temono una enorme perdita di posti di lavoro. Che poi anche sui posti di lavoro ci sarebbe tanto da discutere perchè spesso hanno inquadramenti fuorilegge ma questa è un’altra storia.

I sindacati sopracitati chiedono un tavolo di incontro con le commissioni competenti per discutere le varie proposte messe in campo per trovare la soluzione migliore per tutti.

La norma, al vaglio del Governo e in attesa di approvazione alla Camera, prevede la possibilità per tutti di iscriversi al registro delle opposizioni, anche con numeri cellulari e anche in caso di telefoni fissi non iscritti negli elenchi telefonici.

Con l’iscrizione, si intendono revocati tutti i consensi al trattamento dei dati personali espressi in precedenza. Viene esplicitamente vietata la cessione di elenchi telefonici a terzi e la violazione dei divieti introdotti prevede sanzioni, fino alla sospensione e alla revoca della licenza per gli operatori.

Inoltre sarebbe vietato il ricorso ai compositori automatici per la ricerca dei numeri e viene introdotto l’obbligo al ricorso di un prefisso specifico unico, in modo che chi riceve la chiamata, anche se non è iscritto al registro delle opposizioni, possa riconoscere che si tratta di una telefonata commerciale.

I sindacati non vogliono il prefisso unico (qualcosa da nascondere?) ma chiedono un ulteriore rafforzamento del registro unico delle opposizioni come si legge in una nota a riguardo:

Per essere realmente efficace deve essere maggiormente conosciuto, trasparente nei suoi meccanismi, più facilmente accessibile e gerarchicamente superiore alle eventuali successive autorizzazioni di utilizzo dei dati personali a fini commerciali per un periodo di tempo definito e ragionevolmente lungo, a seguito del quale dovrebbe valere il silenzio-assenso per il rinnovo della propria iscrizione nel registro.

Questo meccanismo permetterebbe, una volta andato a regime, di lasciare veramente i cittadini liberi di scegliere se ricevere offerte commerciali o meno e di mettere un freno alla cosiddetta “compravendita delle liste sporche”, ovvero la diffusione e l’utilizzo di liste contenenti numeri di telefono contattati già così tante volte da risultare inutili ai fini commerciali e appartenenti a utenti che, subissati dalle telefonate, le ritengono moleste.

Tra le varie problematiche proprio i tipi di contratto di lavoro che spesso vengono propinati ai lavoratori che li costringono a mettersi al telefono in maniera selvaggia e aggressiva per potersi accaparrare quanti più contratti possibili e questo si traduce in una forma molesta del contatto con il cliente. Di certo è un punto importante da non trascurare. Il mondo dei call center ormai vive in un clima da far-west!

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