Torniamo a parlare della questione call center molesti, ne abbiamo già parlato in questo articolo qualche giorno fa. Il governo finalmente ha deciso di mettere un freno a tutti quei call center (moltissimi, troppi) che ogni giorno a tutte le ore telefonano soprattutto a casa ma anche sul cellulare.

Call Center prefisso unico
Prefisso unico dei call center. Una norma per il rispetto dei consumatori. Ma le associazioni di categoria intravedono la fine del telemarketing e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Ormai ne abbiamo tutti abbastanza e non mancano coloro che si sono trovati costretti a disdire la linea fissa o a staccare l’apparecchio per non essere più disturbati. La pubblicità tramite telemarketing è, nel 99% dei casi fastidiosa e assolutamente non richiesta.

La questione sta entrando nel vivo e si sta andando verso l’approvazione del prefisso unico per i call center. In questo modo avendo il riconoscimento del chiamante attivato sul telefono di casa avremo almeno la possibilità di non rispondere.

Certo rimane il fastidio di ricevere telefonate perché il bravo operatore del telemarketing non si arrende di certo al primo tentativo. Ma almeno è un inizio per vedere tutelato il diritto del consumatore a starsene in pace senza essere inseguito dalla pubblicità.

In queste ore però, l’ istituzione del prefisso unico per i call center, sta portando alla luce l’ eventuale problema occupazionale che si potrebbe creare all’ indomani dell’ approvazione.

Si perchè noi malediciamo i call center e ne abbiamo ogni ragione ma ricordiamoci che a lavorarci sono tantissimi giovani che cercano di guadagnarsi qualcosa per tirare avanti. Gente che non ha certamente colpa se chi gestisce il call center lo fa senza alcuno scrupolo.

Assocontact, l’associazione che rappresenta le società che gestiscono servizi di Contact Center, denuncia che con l’introduzione del prefisso unico questi posti di lavoro, moltissimi, potrebbero essere a rischio.

Le associazioni del settore, che sollevano il problema occupazione, sono convinte che il prefisso unico (il ddl è già stato approvato in commissione Lavori pubblici al Senato) non risolverà il problema, anzi produrrà forte discredito sul settore e la conseguenza sarà soltanto la fine di fatto delle attività di telemarketing.

Insomma, un modo sbagliato per affrontare il problema secondo gli operatori, che rischia, dicono, di non procurare vantaggi né alle aziende né ai consumatori.

Sarà davvero cosi? O magari semplicemente la fine del telemarekting darà ossigeno ad altri, meno molesti, canali di vendita e veicolazione?

Un modo diverso di approcciare il problema dovrebbe anche essere quello di studiare a fondo e indagare su come molti call center si procurano interminabili liste di nominativi e numeri di telefono: da dove le società prendono davvero queste liste? Ed è possibile per un consumatore qualsiasi avere rispettato il proprio diritto di non essere più contattato?

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