La crisi dei quotidiani si avverte già da qualche anno così come anche quella degli stessi nella loro versione on line. Secondo gli ultimi dati il biennio 2015-2016 è quello più negativo in assoluto che ha visto scendere le vendite da oltre tre milioni di copie a circa due milioni e mezzo.

Crisi giornali
Crisi della stampa tradizionale. Le news sempre più consultate su smartphone e tablet. Restano forti blog e magazine digitali.

A fotografare una situazione disastrosa il Rapporto 2017 sull’industria dei quotidiani in Italia presentato a Bologna nell’ambito di Ediland Meeting 2017 – Sfide per l’industria dell’editoria e della stampa, la conferenza per l’industria editoriale e della stampa promossa da Asig, Fieg e Osservatorio Tecnico Carlo Lombardi per i quotidiani e le agenzie di informazione.

La crisi dei quotidiani si è molto accentuata nell’ultimo anno con un -9%. Numero negativo che sale a -11,5% nel 2016 e anche i primissimi dati del 2017 non promettono nulla di buono, un crescendo negativo che non accenna a diminuire anzi potrebbe continuare a peggiorare.

Non va meglio neanche con le copie digitali che nello stesso biennio fanno registrare lo stesso trend negativo del corrispettivo cartaceo.

Qualche settimana fa in questo articolo parlammo dello sbarco dei quotidiani su Facebook con la possibilità di una maggiore diffusione anche per quanto riguarda la vendita di abbonamento per la versione digitale, ma questo tipo di collaborazione potrà servire a risollevare le sorti negative delle vendite?

Le cause imputabili a questa crisi sono certamente molteplici e di non facile individuazione. Di certo c’ è la crisi economica ma anche la scarsa propensione degli italiani a leggere in generale.

Gli italiani non leggono più i giornali. Le notizie sempre più su smartphone e tablet

Ma alcuni osservatori imputano le difficoltà anche al generalizzato impoverimento del prodotto giornalistico generale. Notizie spesso non corrispondenti ai fatti reali e la presenza sempre più massiccia della politica nella maggior parte dei quotidiani, sempre più faziosi e di parte. Insomma la crisi delle vendite sarebbe da imputarsi anche al calo diffuso di fiducia da parte dei lettori.

Le notizie online affossano i giornali. Sempre di moda i blog

Sul web poi il proliferare dei blog sia individuali che nella forma di veri e proprio magazine hanno consentito a buona parte degli italiani di fruire di numerose informazioni gratuitamente, accedendo a punti di vista eterogenei e nel complesso più completi.

Sul fronte della pubblicità si assiste invece a una leggera ripresa. Dopo quattro anni di arretramento, il 2016 ha visto un incremento, anche se modesto (+1,7%) del mercato pubblicitario nel nostro Paese.

Si è comunque ancora lontani dai valori del 2010, anno in cui il mercato valeva ancora 8,6 miliardi di euro, ed ancora più lontani dal 2008, ultimo anno prima della crisi, quando il fatturato complessivo della pubblicità italiana sfiorò i 10 miliardi di euro.

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