ReteCapri diventa Canale Venti Mediaset. Sì. O quasi. La vendita è state perfezionata e la preziosa LCN del digitale terrestre è passata definitivamente da ReteCapri al Gruppo Mediaset. Però il brand ReteCapri si salverà nel passaggio e continuerà a trasmettere. Sul 66.

ReteCapri
Dopo l’ accordo con Mediaset si è tornati a parlare di ReteCapri, storica televisione nazionale del Mezzogiorno. Noi di UpGo.news ripercorriamo brevemente la lunga storia di questa emittente.

Oggi vogliamo occuparci della storia di una televisione un po’ dimenticata: ReteCapri, unica emittente nazionale a trasmettere dal Meridione. Un palinsesto fatto di film classici, televendite, qualche programma a basso costo. ReteCapri lascerà presto il canale 20 al gigante Mediaset trasmettendo esclusivamente al numero 66. Ma vediamo quale è stato il percorso di questo gruppo televisivo, attivo fin dai primi anni della televisione libera e commerciale italiana.

ReteCapri nasce nel 1982 quando la società editrice TBS (Television Broadcasting System) decide di creare una seconda emittente accanto alla già lanciatissima TeleCapri, appena entrata nei circuiti di Italia 1. L’idea era di destinare Telecapri alla riprogrammazione del palinsesto nazionale, mentre ReteCapri, come seconda rete, avrebbe portato avanti i prodotti autonomi del gruppo.

ReteCapri fa quindi il suo esordio con una programmazione di qualità, dedicata alle serie tv, tra cui la seguitissima Famiglia Addams e, al pomeriggio, programmi per bambini. Da TeleCapri impegnata nella trasmissione della Italia1 di Rusconi, passa quindi a Rete Capri anche il divertente personaggio UFFI, il pupazzo extraterrestre che presenta insieme a Teresa Iaccarino programmi contenitori come Il Club di Uffi e Cinque Punto Zero, antesignani del più famoso Bim Bum Bam.

In questo modo l’emittente manda in onda cartoni animati soprattutto giapponesi, come Jeeg Robot, Lady Oscar, Mazinga, Lamù, seguitissimi dai ragazzi. Quando TeleCapri esce dal circuito di Italia 1 per passare a Euro TV nell’84 e a Odeon TV nell’87, le attenzioni della TBS tornano sull’emittente “madre” a scapito di ReteCapri che, senza più la sua programmazione si concentra sul nuovo fenomeno del momento: i videoclip musicali.

Attraverso un sistema di ripetitori in Puglia e accordi con altre emittenti locali, ReteCapri è trasmessa su tutto il territorio nazionale. Il percorso dell’emittente è costellato di polemiche: nel ’99 trasmette un cartello di protesta contro le reti Mediaset che, a suo avviso, non rispettano la legge Maccanico sulle frequenze. Per ReteCapri iniziano le prime difficoltà mentre il gruppo TBS continua a fare affari d’ oro con le tv locali a marchio TeleCapri (oltre all’ ammiraglia, seguiranno più tardi TeleCapri News e TeleCapri Sport).

ReteCapri e le proteste contro il Digitale Terrestre italiano

Anni dopo, col passaggio al digitale, ottiene l’ambito canale 20 protestando però contro MTV e DJTV, in possesso rispettivamente dei canali 8 e 9, in quanto non rispettano il criterio di “emittente nazionale generalista ex analogica”. L’ 8 e il 9 si profilano in effetti come canali spiccatamente tematici dedicati alla musica, almeno fino all’ acquisto recente da parte di Sky e Discovery e la loro trasformazione in TV8 e Nove.

Arriviamo ai nostri giorni. La TBS dei fratelli Federico (di cui uno, Costantino, è stato anche sindaco di Capri), è nei guai, con debiti col fisco che, pare, superano i 12 milioni di euro. E così finisce sul mercato un po’ tutto l’ impero TBS ed in particolare il canale 20, ultima LCN interessante acquistabile. Insieme a ReteCapri vanno in alienazione anche canali come NekoTv, Capri Store, CapriGourmet. Neko Tv e Capri Gourmet sono finite intanto nelle mani di Sony Television.

Chi si è accaparrato invece il bramato canale 20? La risposta, abbastanza prevedibile, ve l’avevamo già anticipata qui su UpGo.news: Pier Silvio Berlusconi con la sua Mediaset, che userà il 20 per una nuova emittente semi-generalista, messa lì a sfidare direttamente la vicina Rai4 e DMAX di Discovery.

Il Palinsesto di ReteCapri

Per quanto la programmazione appaia abbastanza povera, in realtà ReteCapri ha una piccola base di telespettatori affezionati. In prima e in seconda serata il canale trasmette cicli di film in bianco e nero. Alcuni veramente molto datati e trasmessi con qualche difficoltà di visione. In tutti i modi, si tratta dell’ unico canale del digitale terrestre, con una programmazione dedicata al vecchio cinema. Sempre grazie all’ avvento del digitale terrestre, è nata anche la sorella ReteCapri 2, con un palinsesto complementare al canale principale.

ReteCapri continuerà a trasmettere, su un numero del telecomando deditamente meno favorevole ma che le consentirà di continuare la sua più che ventennale storia nell’ etere italiano. Gli ascolti fino ad ora non hanno premiato gli investimenti e le idee della TBS e i concorrenti presenti sul digitale terrestre sono dei giganti rispetto a questo piccolo gruppo editoriale. ReteCapri però molto probabilmente non rinuncerà a programmare, come fa da anni, film a ripetizione, continuando a sfruttare una library comunque unica nel panorama televisivo nazionale.

Con il passaggio alla nuova numerazione numero 66, ReteCapri (ribattezzata col nome provvisorio di CapriTelevision) ha intensificato il proprio palinsesto di film in bianco e nero. Oltre alle televendite messe in programmazione durante le ore del giorno, la rete trasmette in prima serata, in seconda serata e fino a tarda notte, film classici del suo ricco archivio.

Recentemente anche i canali secondari di ReteCapri hanno iniziato a trasmettere film classici. Il cinema del passato, resterà quindi il fulcro del palinsesto della prima televisione del Sud Italia che grazie alle vendite strategiche dei suoi canali, tenterà in qualche modo di sopravvivere alle nuove complicate sfide della televisione digitale.

 

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