Nuova multa a Wind Tre. Questa volta la sanzione arriva dall’ Antitrust per le politiche, giudicate scorrette, in occasione della rimodulazione delle tariffe sul fisso. Le tariffe a marchio Infostrada passarono dal vecchio sistema alla brutta fatturazione a 28 giorni, obbligando, unilateralmente i clienti a pagare 13 mensilità l’ anno anziché 12.

Wind Tre multa per Infostrada
Multa da 500 mila euro per Wind Tre spa e per le pratiche commerciali scorrette di Infostrada.

Un rincaro pesante nascosto, di quasi il 10%, poco trasparente per i clienti visto che al momento del cambiamento, le tariffe di listino sembravano rimaste uguali. E così venivano pubblicizzate. Nel cambiamento del contratto Wind Tre, che opera nel fisso con il marchio Infostrada, dovette ovviamente permettere il diritto di recesso praticabile da ogni cliente in caso di variazioni delle condizioni.

A molti clienti, vennero addebitati però costi vari, nei tanti casi nei quali gli abbonati avevano abbinato al servizio di telefonia fissa anche una vendita a rate di prodotti. In queste circostante infatti i consumatori possono cancellare il contratto senza teoricamente penali ma sono costretti dai gestori telefonici al pagamento, in unica soluzione, di eventuali rate residue.

Una penale un po’ nascosta insomma, molto in voga tra le telco nostrane. Tanto che il DDL Concorrenza, recentemente discusso dal Consiglio dei Ministri cerca proprio di arginare questo problema, imponendo maggiore trasparenza e abbattendo definitivamente i costi reali di uscita da un gestore, favorendo così la concorrenza e la semplicità per gli utenti finali.

La pratica messa in atto da Wind Tre spa con i cambiamenti introdotti nelle offerte sul fisso Infostrada, è state ritenuta dall’ Antitrust scorretta in base al Codice di Consumo e atta a limitare la libertà di scelta del consumatore e quindi il suo pieno diritto al recesso anticipato.

La multa che Wind Tre dovrà pagare sarà di 500 mila euro. Ovviamente in questi casi la spontanea riflessione è sulla cifra della sanzione. Conviene forse di più ai gestori pagare queste sanzioni che arrivano a distanza di mesi che iniziare a rispettare davvero i propri clienti?

Resta comunque a noi consumatori la soddisfazione che un barlume di giustizia si è acceso. Soprattutto sul fattore addebiti ogni 28 giorni, una forma molto poco chiara da parte delle telco di proporre i propri prezzi. Aggravata dall’ abitudine di indicare, in pubblicità, il costo rinnovo con la dicitura “al mese”. Continuiamo ad essere fiduciosi che su questo aspetto, si producano presto norme a tutela dei consumatori.