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Serie A. Nuovo Canale Lega Calcio. L’ipotesi resta

Il panorama delle trasmissioni calcistiche italiane sta subendo profonde trasformazioni. I diritti televisivi della Serie A, essenziali sia per l’economia dei club che per l’esperienza dei tifosi, sono al centro di un dibattito acceso. Ma quali sono le reali implicazioni di questi cambiamenti? E come potrebbero influenzare la visione delle partite da parte dei tifosi? Scendiamo nel dettaglio. Prima di proseguire nella lettura vi ricordiamo che il modo migliore per partecipare alla discussione è iscrivervi al canale Telegram UpGo.news.

Storia dei diritti televisivi della Serie A

I diritti televisivi hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nel panorama calcistico italiano. Nel corso degli anni, abbiamo visto emittenti come Sky e Mediaset dominare, con DAZN che ha fatto il suo ingresso più recentemente. Queste emittenti hanno garantito agli appassionati la visione delle emozioni del campionato; tuttavia, il futuro potrebbe portare sorprese inaspettate.

L’opzione del canale di Lega

L’idea di un canale interamente dedicato alla Serie A non è una novità, ma recentemente è tornata sotto i riflettori. Questa soluzione permetterebbe alla Lega di avere un controllo diretto sulle trasmissioni, bypassando le tradizionali emittenti. Mentre alcuni club vedono questa opzione come una nuova era di autonomia e potenziali guadagni, altri sono più reticenti, temendo possibili ostacoli e incertezze.

Il 9 ottobre ci sarà una nuova riunione per valutare le proposte arrivate. La Lega ha ambizioni chiare: superare la soglia dei 900 milioni di euro a stagione per i diritti televisivi. Sembrerebbe però che attualmente DAZN, Sky e Mediaset non riuscirebbero ad arrivare a questa cifra, fermandosi intorno agli 870-880 milioni. Questa differenza ha spinto la Lega a considerare strategie alternative, tra cui appunto la creazione di un canale di proprietà.

Il ruolo del fondo Oaktree

In questo scenario, il fondo Oaktree, parte della canadese Brookfield, emerge come un potenziale catalizzatore di cambiamento. Con precedenti investimenti nel calcio italiano, Oaktree ha avanzato una proposta audace: finanziare il canale della Lega con un minimo garantito di 950 milioni di euro per il primo anno. Questa mossa potrebbe riscrivere le regole del gioco nel panorama dei diritti televisivi.

Le potenziali implicazioni per i tifosi

E i tifosi? Come reagirebbero a questi cambiamenti? Un canale dedicato potrebbe offrire una maggiore flessibilità, con abbonamenti personalizzati e la possibilità di seguire solo le squadre preferite. Riteniamo che, nonostante l’iniziale confusione che potrebbe derivare da questa novità, il canale proprietario della Lega potrebbe essere accolto positivamente dagli utenti, specialmente alla luce del malcontento suscitato dall’aumento degli abbonamenti DAZN. In molti credono che il prezzo sia troppo alto rispetto alla qualità del servizio offerto.

Certo, se l’ipotesi del canale della Lega si concretizzerà, si apriranno una serie di sfide per la Lega seguite da molte domande: i costi aumenteranno ancora? E la qualità delle trasmissioni sarà all’altezza delle aspettative? Al momento non siamo in grado di rispondere e solamente seguendo gli sviluppi della vicenda riusciremo ad avere maggiori dettagli.

Considerazioni finali

In questo mare di dubbi, una cosa è certa: la Serie A si trova ad un bivio. Mentre la Lega esplora nuove frontiere, i tifosi attendono risposte. Dopo l’incontro del 9 ottobre avremo un quadro più chiaro, ma riteniamo che l’esperienza calcistica in Italia stia per subire una trasformazione. Attualmente, la frammentazione è eccessiva e c’è una crescente richiesta da parte degli utenti per maggiore semplicità e accessibilità economica. Noi seguiremo la questione da vicino, cercando come al solito di spiegare con parole semplici cosa succederà.

Come sempre chiediamo il vostro parere. Che ne pensate di un canale proprietario della Lega per la trasmissione delle partite di Serie A? Commentate qui sotto o sul canale Telegram.


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Simone Pifferi. Copywriter freelance, può scrivere su tutto ma le sue passioni riguardano la comunicazione, il web marketing, il settore telco e l'editoria. Dopo la formazione umanistica si appassiona alla SEO, al web design e allo sviluppo di siti web. Attualmente collabora come copywriter con diverse web agency e blog di settore. Simone Pifferi su Linkedin

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