Sky Q vuole fare le scarpe a Netflix. C’ è poco da fare. Per il momento, in particolare in Italia, i signori impettiti della tv a pagamento più prestigiosa (e costosa) hanno provato a mostrare tranquillità. Superiorità assoluta. Snobbando il confronto con i rampanti americani di Netflix. Ora però decidono di seguirli sulla medesima strada. Perché i conti di Sky certo male non vanno. Ma è anche vero che ai vertici della pay sanno benissimo che il mercato è saturo e la crescita è ferma. Il nemico da battere ormai non è più Mediaset Premium ma l’ offerta over the top. La tv via internet, che oggi vede protagonista Netflix ma che presto vedrà debuttare anche i francesi di Vivendi con Canal+, nella quale potrebbe confluire TimVision e la stessa Mediaset Premium.

Sky Q
Ecco come cambia la tv a pagamento. Sky lancia anche nel mercato italiano Sky Q. Tutto diventa ondemand. E nel frattempo TIM prepara lo sbarco di Canal+ Italia.

Dopo poco il debutto di Netflix in Italia arrivarono impetuose le dichiarazioni di Scrosati (alto manager di Sky). Parole molte dure che cercavano di ostentare sicurezza nell’ affrontare un mercato che, in realtà da Netflix è stato stravolto. Ma non per la qualità, comunque indubbia, della piattaforma ondemand americana ma perché le abitudini, comunque, dello spettatore sono repentinamente mutate.

E’ cambiato il modo di fruire di contenuti video. Grazie alla rete, a YouTube, siamo ormai abituati all’ ondemand. Ma la cosa più interessante è che grazie alla rete è stato rimpiazzato il divano. Non è più il tv davanti il nostro sofà l’ oggetto più guardato. E’ lo smartphone, o il tablet. Personale. Che ci segue durante la giornata e tra le stanze della casa. Anche in bagno.

Netflix già permette di portare la sua libreria di contenuti sui diversi dispositivi. Sky invece è ancora prevalentemente “divano – centrica”. E allora ecco spuntare dal cappello Sky Q, il nuovo super decoder che non si limita a registrare e riprodurre (come già fa l’ efficiente MySky) ma funziona da hub multimediale wifi e che il gruppo media dovrebbe lanciare entro Natale o al massimo nei primi mesi 2018. La fase beta è già partita e i clienti possono chiedere di provare la piattaforma attraverso la pagina dedicata.

Con Sky Q, il cui lancio è già stato testato sul mercato inglese (già super digitalizzato), il decoder smisterà l’ offerta e i canali Sky su qualsiasi device connesso alla rete. Televisione, telefonino, tablet. Tutto online.

La sfida è ambiziosa perché da una parte l’ esigenza è di aprire a nuovi modelli di fruizione e a nuove tecnologie, dall’ altra è continuare a proteggere contenuti premium che in quanto tali sono distribuibili solo agli abbonati.

La nuova piattaforma Sky Q farà sbarcare finalmente l’ emittente del magnate Murdoch nell’ era nuova dei media digitali. Il presente nel quale la battaglia tra tv e internet non ha più ragione di essere, costituendo di fatto già un unico ricco, personalizzabile, ecosistema.

I canali tv diventano app

I canali tv diventano app e i grandi editori si trasformano in piattaforme. Per questo Sky ha già annunciato che nel nuovo sistema Q potrebbero essere integrati, oltre i contenuti premium, anche YouTube, Vimeo e altri player dei contenuti audio-video gratuiti. Ma poi, in un futuro non troppo lontano, Sky Q potrebbe ospitare lo stesso nemico. Netflix. Insomma, tutto si confonde e si fonde per andare incontro alle esigenze del fruitore.

Bye bye palinsesti. Basta con offerte preconfezionate uguali per tutti. La televisione sarà solo un pezzetto del grande web. Dove tutto è rigorosamente, inflessibilmente, à la carte.

Il nuovo big player sarà Canal+

Sky guarda con interesse a Netflix ma in Italia il nuovo grande sfidante potrebbe essere Canal+ in versione italiana. Non è detto che il nome commerciale sia definitivamente questo ma le basi societarie sono state già messe pochi giorni fa: joint venture tra Tim e Vivendi, con la prima al 60% e la seconda al 40%.

Vivendi che ha una bella partecipazione in TIM, ha il know how della tv a pagamento, Telecom invece ha la rete e già un abbozzo di tv on demand con TimVision che in questo ultimo anno è cresciuta moltissimo, arricchendosi anche di preziosi contenuti esclusivi.

Nei piani dei francesi ci sarebbe però un terzo tassello: Mediaset, sulla quale ha avviato una scalata non troppo amichevole. Ora, dopo mesi di battaglie e ricorsi legali sull’ affare Premium, Mediaset e Vivendi potrebbero finalmente darsi la mano e allearsi in funzione anti Sky.

Da sola Mediaset Premium, dopo la batosta Champions League, non può farcela. Per questo, alla fine, le attività della tv a pagamento del Biscione, potrebbero confluire in Canal+. Mediaset resterebbe quindi nel settore, concentrandosi nel mestiere di sviluppatore di canali e contenuti. La nuova realtà potrebbe già presentarsi al tavolo della Lega Calcio, entro fine anno, per conquistare gli strategici diritti di trasmissione della Serie A.

Canal+ Italia diventerebbe quindi la nuova pay tv in diretta concorrenza a Sky. Con un’ offerta che tralascerà il limitato digitale terrestre per concentrarsi sui contenuti veicolati dalla rete internet. Con la fibra che nei prossimi mesi conquisterà nuove fette importanti di mercato.

Intanto Sky fa cassa con la tv free

Il digitale terrestre resterà però strategico per la tv gratuita. Segmento sempre più interessante anche per Sky che trova nei nuovi canali free l’ unico volano di crescita immediata. Se gli abbonati alla pay sono fermi al palo, i canali neo generalisti e gratuiti confermano performance Auditel di tutto rispetto.

Sky possiede Tv8, con l’ LCN acquisita da MTV. La nuova ammiraglia affianca Cielo e registra dati interessanti, superando spesso negli ultimi mesi, gli ascolti della veterana La7. E ai vertici di Sky sono ottimisti sulla raccolta pubblicitaria 2018, a fronte di investimenti tutto sommato contenuti visto che sia Tv8 che Cielo riempiono il palinsesto con molti show già andati in onda sui canali pay. Ma intanto gli osservatori sono concentrati sui risultati effettivi che Sky Q promette di regalare al vero core business della multinazionale.

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