Dopo la crisi iniziata quest’ estate con Mediaset, Vivendi non rinuncia al mercato italiano. E ci entra, anche sul fronte contenuti, grazie a Telecom – Tim, della quale è azionista di maggioranza. Sembra un messaggio a Mediaset. Per lo sbarco nel Bel Paese della major francese, Mediaset non serve.

Studio+ di Tim
Studio+ di Tim. Vivendi entra nel mercato dei contenuti con un suo brand. Ma il prezzo è poco convincente.

Inizialmente Vivendi sembrava proprio interessata al progetto Over The Top di Mediaset, Infinity Tv, che sarebbe potuto entrare nel gruppo creando finalmente la sinergia europea utile a contrastare Netflix. Ora che tutto procede per tribunali e a Mediaset il futuro è sempre più incerto, Vivendi ha deciso di scaricare definitivamente il Biscione lanciando, insieme alla “sua” Tim, Studio+.

Un brand del gruppo Canal+, creatura francese di Vivendi che ricorda ai noi italiani il vecchio marchio Tele+, al tempo filiale italiana proprio della pay francese.

Studio+ però è un over the top mini, con formati brevi e pensati, per ora esclusivamente per il mobile. Sembra insomma una sorta di antipasto per l’ aggressione reale al nostro mercato.

Stagioni brevi, episodi da 10 minuti per prodotti nati per essere visti da smartphone e tablet. A primo impatto, il progetto della tv su telefonino non può non ricordare quella che fu La3 di H3G, passata alla storia come un clamoroso flop.

Oggi il mercato è diverso, certo. Più abituato a pagare per fruire di contenuti esclusivi. Però il prezzo ci fa un po’ storcere il naso. 3,99 quello di lancio, poi passerà a 4,99 euro. Non troppo distante da servizi full come Infinity (guarda il pacchetto di Infinity ora in offerta) o appunto Netflix, che offrono serie e film, diciamo così, in formato standard. Va bene la fruizione da mobile ma c’ era davvero bisogno di un progetto dedicato esclusivamente a questa modalità?

Forse necessaria ma comunque debole la scelta del lancio in esclusiva su Tim. I grandi player ci hanno finora abituato alla neutralità delle reti e anche questo, tutto sommato, ci sembra un passo indietro.

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