Una super Agcom per costringere Tim a cedere la rete, così da realizzare il progetto di scorporo fortemente desiderato dall’attuale Governo. Insomma, Tim dovrà cedere o con le buone o con le cattive. Il gestore unico nazionale aiuterà, secondo i favorevoli, alla digitalizzazione del Paese ed una concorrenza ancor più vivace.
Emiliano Fenu, il relatore del Movimento Cinque Stelle, ha lanciato un nuovo emendamento legato al Decreto Fiscale e che punterà ad aumentare in modo significativo il potere decisionale dell’AGCOM nel definire le regole e soprattutto le misure (che comprendono anche lo scorporo delle reti) in grado di agevolare i lavori e perseguire gli obiettivi dell’Agenda digitale europea e anche della Strategia Nazionale per la Banda Ultralarga, il piano Bul battezzato dal governo Renzi, che punta a garantire i 100 Mbps ad almeno l’85% della popolazione italiana ed i 30 Mbps a tutti gli italiani nonché la connettività a 100 Mbps alle sedi della PA, ai poli industriali, delle principali località turistiche e degli snodi logistici.

Super Agcom Tim
Contro TIM una super Agcom. Di Maio vuole la cessione delle reti, o con le buone, o con le cattive.

La nuova norma andrà a modificare gli articoli 50 bis e ter del decreto legislativo 259 del 2003, meglio noto come il Codice delle Comunicazioni elettroniche.

L’obiettivo della normativa è quello di motivare la creazione di un’entità commerciale indipendente, capace di garantire pari condizioni di accesso wholesale agli operatori di Tlc in nome della concorrenza, della trasparenza e del controllo dei prezzi al fine di spingere lo sviluppo delle reti di nuova generazione.

Questo permetterà quindi all’AGCOM di imporre lo scorporo della rete TIM dal resto dell’azienda per creare una società indipendente, incentivando di conseguenza la fusione con Open Fiber, attualmente gestita da Cdp e Enel. Ad ogni modo questo non impedirà comunque l’ultima parola a Vivendi, la società francese che attualmente detiene circa il 23% del capitale di TIM.

La creazione di un player unico è stato fortemente voluta dal ministro dal vicepremier Luigi Di Maio:

Su Tim noi siamo impegnati a creare un player unico della connettività. La nostra ambizione è creare un player unico che consenta di fare arrivare la connessione a tutti gli italiani.

Il decreto fiscale è attualmente in corso di esame in Senato. Il via libera dell’aula è atteso la prossima settimana, poi il provvedimento andrà alla Camera.

Il vicepremier ha già dichiarato di non avere particolari preferenze su colui che dovrà ricoprire il ruolo di amministratore delegato, precedentemente ricoperto da Amos Genish, sfiduciato e “messo alla porta” perché non favorevole alla proposta.

Sulla questione degli amministratori Di Maio ha comunque voluto puntualizzare che non ci sono particolari preferenze:

Non abbiamo nessuna preferenza sui nomi, saremo laici, chiunque sarà scelto sarà l’amministratore delegato con cui interloquiremo.

Intervistato dal Sole 24 Ore, Genish intanto ribatte sulla decisione, definendosi addirittura scioccato per il modo in cui è stato rimosso dalla sua posizione:

Ho trovato questa decisione per lo meno inusuale, una decisione che mi ha molto sorpreso. Sto ancora aspettando una spiegazione, perchè si siano comportati in questa maniera, non allineata con la best practice di corporate governance. Sono ancora scioccato dal comportamento del presidente che non è da gentleman

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