Di recente ha fatto molto discutere la decisione di Sky di allinearsi ai gestori di telefonia italiani sul sistema fatturazione mensile, avvisando con apposita lettera i propri clienti che dal prossimo 1° ottobre la fatturazione sarà di 4 settimane e non più mensile cioè 30 giorni, con aggravio dei costi su base annuale. Ne abbiamo anche parlato in questo articolo. Questo sistema non piace praticamente a nessuno ma la situazione rimane aperta.

Fatturazione ogni 28 giorni
Fatturazione ogni 28 giorni. Agcom la vieta sul fisso. Ma le compagnie mobili continuano. E al gruppo delle 4 settimane si aggiunge anche Sky.

Siamo tutti infastiditi dal sistema fatturazione ogni 4 settimane adottato ormai da tempo dai principali gestori di telefonia italiani perchè è stato praticamente imposto e perchè i clienti si ritrovano a fine anno a pagare di più in quanto le mensilità diventano 13 e non più 12.

Sulla faccenda è intervenuto anche l’Agcom che di fatto dallo scorso 24 giugno aveva stabilito che tale sistema non sarebbe più dovuto esserci soprattutto per il fisso e nelle offerte combinate fisso-mobile ma ad oggi ancora poco, troppo poco è cambiato. Anzi, come detto abbiamo visto anche la principale pay tv italiana entrare nel club dei 28 giorni.

Infatti in tutte le offerte e promozioni dei gestori telefonici per il mobile continuano ad essere presentate con pagamenti e rinnovi ogni 4 settimane.

Sulla questione non molto tempo fa è intervenuta anche l’Antitrust che ha stabilito sanzioni per i 3 principali operatori cosi come anche l’Agcom ha deliberato che la fatturazione dei 28 giorni sarebbe dovuta scomparire nella telefonia fissa, adsl e fibra mentre sul mobile pare che la questione sia ormai legittimata. In poche parole difficilmente cambierà nel breve periodo.

Fra i vari motivi a spiegare il diverso trattamento fra fisso e mobile, Agcom ha segnalato che il 76% del traffico mobile in Italia è prepagato.

Fatturazione ogni 28 giorni. Le compagnie non si adeguano

Per adeguarsi al provvedimento le aziende hanno avuto 90 giorni a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento ossia a marzo. Adeguamento che per i principali operatori non è arrivato a giudicare da quanto si legge nei siti di Tim, Vodafone, Infostrada, Fastweb, in cui il pagamento anche sul fisso è richiesto sulle 4 settimane, seppur evidenziando, in molti casi, il corrispettivo della cifra da pagare su base mensile.

Le compagnie telefoniche a suo tempo si sono rivolte anche al Tar per vedersi riconosciuto il loro diritto di gestire in piena autonomia i rapporti tra operatore e cliente arginando in pratica le delibere dell’Agcom.

Al momento solo TIM nelle sue recenti offerte cerca di evidenziare chiaramente non solo il costo a 28 giorni ma anche il relativo costo a 30 giorni quindi nel mese completo e promettono che altro verrà fatto prossimamente per garantire la massima trasparenza per i clienti Telecom Italia.

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