L’altra faccia della telefonia ovvero servizi telefonici utilizzati da assessori e dipendenti pubblici che fatturano non certo con il proprio telefono e portafoglio personali ma bensi con i telefoni aziendali quindi a carico dello Stato. E quindi a carico dei cittadini.

Politica, telefonia e sprechi
Politica, sprechi e telefonia. Anche le telecomunicazioni tra gli odiosi sprechi di politici e amministratori pubblici. 8 milioni di euro rubati alle casse dello Stato.

Se da un lato è la solita vecchia storia ovvero gli sprechi dei nostri “amatissimi” politici che in questi anni sono finiti nelle cronache per gli acquisti più improbabile, risulta quasi una sorpresa che tra queste “spese pazze” risultino anche abbonamenti telefonici a servizi decisamente poco in linea con gli incarichi pubblici.

A scoprire le ennesime magagne di sindaci, assessori vari è stata la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla digitalizzazione e sugli sprechi dell’Amministrazione pubblica scoperchiando un altro vaso di Pandora davvero nutrito.

All’interno dell’ inchiesta sono stati, per ora, scoperti ben 840 tra abbonamenti vari ed eventuali come chat erotiche, video hard casalinghi ma anche la Serie A della TIM e perfino numeri di beneficienza, call center e televoto. Insomma se la sono spassata alla grande, anche telefonicamente parlando.

Tutte queste belle spesuccie sono venute fuori dall’esame di ben 400.000 cellulari tutti a carico dello Stato. Un’inchiesta davvero estesa che fino ad oggi però sembrava essere rimasta in sordina. E non è finita qui nonostante questi numeri siano già più che sufficienti per far arrabbiare i cittadini italiani.

L’indagine, che è ancora in corso ha portato a calcolare dal 2012 a oggi una spesa complessiva di ben 7,7 miliardi di euro in abbonamenti telefonici “premium”. Se qualcuno cercava un’altra voce di spesa folle tra gli sprechi della pubblica amministrazioni eccovi serviti!

Che bello poi sapere che dipendenti pubblici vari sono stati anche molto generosi facendo beneficienza ma con il telefono aziendale, bella pensata davvero!

Inoltre pare che mezzo milione di euro in tre mesi è stato speso per transazioni in rete e contratti con i vari provider.

Secondo Paolo Coppola, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta, c’ è da andarci piano perché molti di questi contratti a servizi tra cui oroscopi e chat erotiche potrebbero essere stati attivati anche involontariamente, frutto di truffe in cui alcuni nostri politici sono cascati. Una faccenda che in queste ore è diventata virale online, nel clima generale di anti-politica endemica nella nostra società. Una storia brutta e pasticciata che può strappare un sorriso ma che fa anche tanta rabbia.

Nel frattempo lo stesso Coppola ha dichiarato che l’indagine proseguirà e al più presto verrà consegnata la relazione finale in Parlamento e verrà chiesto di aggiungere nella convenzione Consip una clausola per inserire automaticamente in black list questo tipo di servizi, chiamiamoli così, a valore aggiunto.

Vedremo se la situazione verrà risolta almeno parzialmente e se si interverrà davvero in maniera decisa e netta per far si che questo tipo di sprechi, almeno questi, vengano bloccati. Dobbiamo essere fiduciosi?

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