Paolo Sorrentino, Sky Atlantic e Wildside entrano ufficialmente nella storia della televisione italiana.

The Young Pope Emmy Awards
Sky mette a segno un colpo storico per l’ industria televisiva italiana. The Young Pope in nomination agli Emmy Awards. E’ la prima volta per il nostro Paese.

Per la prima volta, infatti, una serie prodotta da una società del nostro Paese è stata nominata per i prestigiosi Emmy, ovvero i riconoscimenti più importanti per quanto riguarda il mondo del piccolo schermo.

The Young Pope, serie rilevazione scritta e diretta dal premio oscar napoletano, è stato un successo folgorante anche oltreoceano e la sua presenza nelle nomination per il miglior production design (per Ludovica Ferrario) e la migliore fotografia (per Luca Bigazzi) testimoniano l’amore di critica e pubblico per l’avvincente ascesa dell’atipico papa Lenny Belardo (interpretato da un magistrale Jude Law, snobbato però dai giurati).

Si tratta di un evento dalla portata enorme, che apre nuovi scenari per l’industria televisiva nostrana e che terrà certamente tutti gli spettatori italiani con le dita incrociate sino al prossimo 17 settembre, quando saranno consegnati i premi.

A dominare le nomination di quest’anno c’è il tanto discusso Westworld targato HBO, in corsa per ben 22 riconoscimenti, tra cui quello per la miglior serie drammatica e la candidatura di sir. Anthony Hopkins come miglior attore protagonista.

A pari merito con la serie ideata da Jonathan Nolan e Lisa Joy c’è il Saturday Night Live, storico programma della televisione statunitense che negli ultimi mesi ha saputo rinnovarsi e riconquistare lo smalto di un tempo grazie anche agli innumerevoli spunti forniti dalla recente campagna elettorale americana.

Negli scorsi tre anni il primato del maggior numero di candidature è sempre andato ad un’altra serie di casa HBO, Game of Thrones, esclusa dalla cerimonia di quest’anno a causa dell’uscita posticipata della settima stagione. Anche Twin Peaks, la serie culto del genio David Lynch tornata con il suo carico di incubi dopo venticinque anni, è rimasta fuori dalla rosa a causa della sua messa in onda successiva al 31 maggio, ma sicuramente sarà tra le protagoniste della prossima edizione.

Bene anche l’ormai celebre Stranger Things, tra i successi commerciali di Netflix più commentati ed apprezzati sul web, e Fargo, giunta alla sua terza stagione con un Ewan McGregor in pole position per il premio di “miglior attore in una mini serie” grazie al suo doppio ruolo. Si ferma invece a tredici nomination The Crown, serie Netflix che solo qualche mese fa sorprese tutti trionfando ai Grammy Awards e riuscendo a superare proprio il quotatissimo Westworld.

Nelle categorie più importanti troviamo ancora House of Cards, nonostante la nuova stagione non abbia scaldato i cuori della stampa statunitense, e Feud: Bette and Joan, che si guadagna il titolo di new-entry grazie ad una prima stagione molto applaudita.

Sul lato comedy, infine, anche quest’anno sembra dominare incontrastata Veep, con ben diciotto candidature, che stacca l’altrettanto apprezzata Silicon Valley, ferma però a dieci nomination. Clamorosa è l’esclusione dalla rosa di candidati come “miglior attore non protagonista” di Michael McKill, il Chuck di Better Call Saul che è stato protagonista assoluto dei recenti episodi della serie (che è comunque presente in altre categorie).

Ma la notizia che ha lasciato di stucco milioni di spettatori, e che ha già sollevato un mare di polemica, resta quella della totale assenza di candidature per la bellissima stagione conclusiva di The Leftovers. Tutte le notizie sulla tv su UpGo.news

SHARE

Lascia un tuo commento