TIM e Noverca. Aveva destato molta curiosità la notizia, riportata anche da noi di UpGo.News, dell’ acquisizione della sofferente Noverca da parte di Tim. Noverca era un operatore virtuale di Acotel poi divenuto semplice enabler.

Tim Noverca lancio nuovo MVNO
Vi ricordate Noverca? Ecco, Tim potrebbe riesumarla e lanciare un nuovo operatore virtuale super low cost.

In pratica, avendo fallito l’ avventura da operatore virtuale (tutte le notizie sugli mvno italiani) aveva proseguito il business aiutando altre nano compagnie a buttarsi in questo mercato (Ringo, Noitel, etc.), offendo sim e tecnologie. Se vi siete persi la notizia la trovate cliccando qui.

Non essendo evidentemente andato a gonfie vele nemmeno quel business, Acotel ha messo tutto in vendita, accordando la cessione a Tim. Ma che ci dovrebbe fare Tim con una infrastruttura da operatore virtuale visto che possiede direttamente reti e frequenze?

Presto detto. Non c’è nessuno di più preoccupato di Flavio Cattaneo, AD di Tim, per l’ arrivo prossimo di Free Mobile in Italia.

E per contenere la possibile emorragia di clienti, pronti a migrare verso gli aggressivi francesi, Tim si farà in due, lanciando un nuovo sotto brand. Un nuovo operatore virtuale, che opererà sotto la rete dell’ ex monopolista ma dalla quale sarà totalmente indipendente, proponendo un’ offerta tutta no frills e a basso costo.

Tim quindi potrà continuare a concentrarsi su reti veloci, qualità e quindi su una clientela più esigente. La nuova Ryanair della telefonia invece, userà le tecnologie acquistate da Noverca e la rete di Tim, avendo però come focus i clienti più attenti alla spesa. Una sorta di rinascita di quello che fu, anche senza troppo emozionare gli italiani, il primo full mvno del Bel Paese. La vecchia Noverca.

Per quanto apparentemente stramba, quella del sotto brand low cost, è una pratica molto diffusa anche presso le altre grandi compagnie europee. Nella maggior parte dei casi, gli operatori a basso costo, pur restando della casa madre, usufruiscono della stessa rete ma non dei negozi fisici e della medesima assistenza. Probabile, anche nel caso della versione low cost di Tim, che si punti ad un brand in grado di concentrare online sia la vendita che il supporto.

Del resto, se si vuole risparmiare, bisogna tagliare i fronzoli inutili.

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