TIM ha ufficialmente notificato all’Agcom l’avvio dell’iter formale che porterà l’azienda a dividere volontariamente la propria rete di accesso tramite la nascita di una nuova società legale.

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Tim. Si concretizza l’ ipotesi di scorporo della rete. Nascerà una nuova società che controllerà il network Telecom Italia.

La comunicazione, avvenuta nel corso della giornata del 27 marzo, segue all’approvazione del Consiglio di Amministrazione che neanche un mese fa, il 6 marzo, ha votato la proposta presentata dall’amministratore delegato Amos Genish.

La nuova società sarà denominata Newco e verrà controllata totalmente da TIM, mantenendo invariato il perimetro del Gruppo e rispettando le regole sulla Golden Power. Disporrà di asset autonomi, tra cui le infrastrutture, gli apparati elettronici, i sistemi IT e gli edifici. A questo si aggiungerà anche nuovo personale, che sarà impiegato per servizi all’ingrosso ed opererà in maniera del tutto indipendente dall’azienda madre.

Inoltre, l’unico punto di accesso one-stop-shop per servizi wholesale regolati e non, permetterà al modello di assicurare parità di trattamento tra i vari operatori, TIM inclusa.

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Per Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Eonomico, si tratta di una buona notizia, poiché una rete neutrale, moderna e sicura è un presupposto essenziale per la crescita della nazione. Il ministro assicura che il Governo vigilerà sull’iter, ma bisogna comunque attendere la valutazione dell’AGCOM sull’adeguatezza di quanto presentato da TIM.

Sulla separazione volontaria della rete è intervenuto anche il vicepresidente di Telecom Italia Franco Bernabé, secondo il quale la leadership del gruppo resterà italiana anche a seguito della scissione. In un’intervista al programma “Otto e mezzo” su La7, lo stesso ha attribuito la causa del declino industriale di TIM (che da sesta al mondo è passata in 17esima posizione) alla privatizzazione voluta dai governi di sinistra e alla completa uscita dello Stato quando la situazione non era ancora del tutto stabile. I continui passaggi di proprietà, poi, ne avrebbero incrementato l’indebitamento, cosa che farebbe temere un ulteriore aggravarsi della situazione finanziaria in vista di altri cambiamenti azionari legati alla nascita della nuova società.

Per questo, si attende anche l’assemblea degli azionisti TIM prevista per il 24 aprile

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