I gestori telefonici non amano il modem libero e la possibilità dei consumatori di scegliere senza vincoli. Ora arriva l’opposizione di Tim alla nuova regolamentazione che dovrebbe, speriamo, entrare in vigore nel 2019.

Libertà Modem
Modem libero. Agli operatori telefonici la libertà evidentemente piace poco. Ed ora arriva la richiesta di stop da parte di TIM.

L’attesa delibera per la nuova regolamentazione “Libertà Modem” sembra che entrerà ufficialmente in vigore a partire dal 31 Dicembre, in tempo per l’inizio del nuovo anno.

Come prevedibile, diversi operatori telefonici hanno fatto ricorso, e tra questi troviamo anche TIM, che ha cercato di ottenere una sospensione, nel tentativo di evitare ingenti perdite economiche.

Apprendiamo tuttavia che il TAR del Lazio ha deciso di respingere la richiesta del gestore telefonico, il quale, chiamando in causa l’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider) ha cercato di sospendere l’iniziativa reclamando il diritto di adeguarsi alla nuova regolamentazione al fine di non incorrere nel già citato danno economico che comporterebbe per l’azienda.

Gli avvocati dell’AIIP e il giudice hanno bloccato con una certa facilità l’appello dell’operatore, affermando, tra le altre cose, che un’azienda di così alto profilo come TIM difficilmente verrebbe danneggiata dalla nuova normativa “Libertà Modem”.

Nel mese di Dicembre toccherà a Vodafone e Fastweb il confronto in tribunale, ma difficilmente verrà emessa una sentenza prima del 2019. Tra le principali motivazioni adottate dai due operatori si afferma che il modem fornito nelle loro promozioni è essenziale per il corretto funzionamento delle reti.

Insomma, la battaglia per la “Libertà Modem” sembra volgere al favore dei consumatori, ma siamo ancora lungi dall’avere un vincitore.

Libertà Modem. In cosa consiste?

La libertà dei Modem è una problematica molto ricorrente in Italia, con i consumatori che chiedono sempre di più (e a gran voce) la possibilità di legarsi agli operatori senza vincolarsi ai loro modem obbligatori da contratto.

Spesso i modem degli operatori viaggiano su dei limiti imposti, o il più delle volte, la loro qualità non è certamente il massimo. Ecco perché tutti i consumatori, e in particolare proprio quelli più ferrati in materia, vorrebbero svincolarsi da questi obblighi contrattuali utilizzando dei modem proprietari nettamente superiori per performance e qualità.

Inoltre i vincoli contrattuali con gli operatori obbligano gli utenti a sostenere una quota mensile aggiuntiva all’abbonamento stipulato; un vero e proprio comodato d’uso. Ma non è tutto, spesso l’assistenza non comprende un supporto ai clienti nel caso in cui il modem non sia stato erogato dalla società con cui si è stipulato un contratto.

Ricordiamo, a questo proposito, le parole del relatore dell’AGCOM Antonio Nicita in merito alla nuova regolamentazione:

Il pacchetto di misure adottato contribuirà a rafforzare la libera e consapevole scelta dei consumatori italiani e la creazione di un ecosistema competitivo.

Per consentire “scelte  consapevoli e informate” e tutelare i consumatori, la decisione dell’Autorità delinea gli elementi essenziali e il dettaglio dei prezzi e delle modalità di vendita dei terminali e dei servizi collegati ricadenti sui fornitori di servizi di accesso alla rete, in base a quanto previsto agli articoli 70 e 71 del Codice delle comunicazioni elettroniche.

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1 commento

  1. I router forniti (imposti) rappresentano un danno per il consumatore che si trova:
    1) privo di assistenza da parte del gestore che si limita alla connessione,
    2) privo di assistenza da parte del produttore che dice … è un prodotto fatto solo per …. rivolgetevi a lui.
    Si perdono mesi e quattrini ma poi basta ed il danno passa
    1) ai gestori
    2) ai produttori
    Entrambi entrano di diritto nella lista nera dei contatti da evitare.

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