Le vicende attorno agli assetti della governance di Tim non tendono a placarsi. Dopo lo scontro con il Governo italiano che attraverso l’esercizio della golden power ha sferrato un pesante intervento a difesa della rilevanza strategica della rete posseduta da Tim, ora è il turno di Elliot.

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Si continua a parlare di TIM e dell’ipotesi scorporo della rete

Vivendi insomma non può dormire sonni tranquilli visto l’attivismo del fondo statunitense che ha rastrellato un importante 6%. Un’azione chirurgica attraverso cui Elliot non nasconde di voler puntare ad un totale riassetto delle linee di indirizzo.

Il primo tassello di questo piano passa per la revisione delle deleghe in Consiglio d’Amministrazione. Si parla di una revoca di un numero di componenti compreso fra cinque e sette. Un numero sufficiente a ridisegnare il profilo dell’esecutivo ma non abbastanza grande da far decadere il Consiglio stesso.

Dietro la sfida di Elliott però c’è molto di più che qualche posto in consiglio.
In gioco infatti c’è il futuro del colosso delle telecomunicazioni e una diversa impostazione di vedute sulle azioni da intraprendere.

Da parte di Elliot c’è anzitutto la volontà di garantire maggiore autonomia dei componenti il Cda con la loro parziale sostituzione. Il programma è già in una fase avanzata se è vero che circolano numerosi nomi per subentrare nel board della società.

Tra questi, l’ex Ad di Enel Conti con un passato in Telecom Italia così come l’altro dei papabili a ricoprire un ruolo in seno al consiglio, quel Paolo Dal Pino che fu protagonista del riassetto di Seat nelle delicate fasi del passaggio di testimone nella proprietà da Hopa a Olimpia.

Altro passaggio cruciale della strategia del fondo guidato da Singer è la separazione della rete in modo tale da realizzare la fusione con Open Fiber.

Fin qui, in parte, il ruolo di Elliott. Ma quale sarà la reazione di Vivendi?
Le leve di comando sono ancora in capo all’azionista francese che forte del suo abbondante 23% è ancora in grado di dire la sua e di arginare l’attacco di Elliot.

La prima freccia al suo arco potrebbe essere la decadenza del consiglio e la convocazione di una nuova assemblea degli azionisti dove i transalpini potrebbero puntare a riconfermare ben 5 consiglieri o semplicemente prendere tempo per preparare le contromisure.

Quel che è certo è che per Vivendi e Tim si preannuncia un periodo caldo la cui delicatezza non sfuggirà ai riflettori del Governo italiano. Sempre se un Governo ci sarà. Guarda le offerte Passa a TIM

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