Spin-off societario di TimVision che nel 2017 dovrebbe staccarsi da Tim e diventare un’ azienda autonoma. In questo modo, il gruppo Tim potrà avere una unit indipendente, in grado di investire efficacemente nella tv online e nella produzione di contenuti esclusivi.

TimVision nuova
TimVision entrerà nel mercato della produzione di contenuti. A febbraio il nuovo piano industriale di Tim prevederà lo scorporo di TimVision che andrà a costituire una società autonoma.

TimVision produrrà quindi originals, prodotti unici ed esclusivi, sia direttamente che attraverso accordi internazionali. Lo sviluppo di prodotto pregiato è, secondo l’ AD di Tim Flavio Cattaneo, assolutamente strategico per farsi strada nel mercato dell’ online streaming.

Con una TimVision ancora più forte, il gruppo Telecom si orienta verso un’ offerta sempre più quadruple play. Telefonia mobile, telefonia fissa, internet e contenuti, l’ ultimo importante tassello, dove Tim si troverà a competere con gli over the top mondiali.

Già operativa in tutto il mondo Netflix oggi è il principale player dello streaming online. Pochi giorni fa ha esordito Amazon, con il suo nuovo Prime Video. Entrambi i big americani stanno scommettendo proprio sui contenuti autoprodotti. Netflix ha previsto, entro il 2018, di avere un catalogo costituito per oltre il 50% da serie, film e documentari originals. Amazon, per dare lustro al proprio servizio, ha ingaggiato Woody Allen per la realizzazione della prima serie tv del celebre regista americano. E sarà trasmessa, appunto, in esclusiva su Prime Video.

Tim si trova quindi a competere in un mercato fatto da giganti. E mentre finora si è limitata, con la sua tv online ad aggregare contenuti, ora lancia la sfida ai più grandi, forte della presenza di Vivendi, oggi azionista di riferimento in Telecom.

TimVision. La nuova società e la forza dirompente di Vivendi

Vivendi insiste sul mercato italiano. Attaccando su due fronti. Direttamente, con la scalata a Mediaset della quale si parla tanto in queste ore e, indirettamente con il gruppo Telecom Italia, del quale Vivendi è azionista di maggioranza.

Pare proprio che i francesi vogliano mettere mano al business italiano dei contenuti ed estendersi nel sud Europa. L’ iniziale interesse per Mediaset Premium, poi divenuto causa del contendere tra i due gruppi, era proprio legato allo sviluppo della tv in streaming, considerata da Bollorè molto più interessante e proficua della pay-tv.

Pare che comunque andranno le cose, Vivendi riuscirà a conquistarsi una presenza solida nel nostro Paese, o attraverso Telecom o attraverso Mediaset, imponendosi come il più importante player europeo in un settore per il momento dominato da soggetti statunitensi.

Guida: E’ meglio Netflix o TimVision?

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