Inauguriamo oggi qui su UpGo.news un nuovo spazio di critica televisiva con il contribuito di Fabio Morasca, firma di TvBlog.it. Fabio arricchirà il nostro spazio dedicato alla televisione con una sue serie di post e analisi originali. Uno sguardo attento alle novità televisive e ai nuovi fenomeni.

Top e Flop in tv
I programmi riusciti e quelli da dimenticare. Ecco i fenomeni televisivi dell’ anno appena trascorso. Il post di Fabio Morasca.

Il 2018 è iniziato e non è un mistero. Il 2017, di conseguenza, è appena terminato e, prima di dedicarsi appieno alle novità televisive che ci riserverà il nuovo anno, è giusto fare un piccolo passo indietro e trarre un bilancio di ciò che ha funzionato e di ciò che non ha funzionato nell’anno appena trascorso.

Abbiamo scelto tre programmi top e tre programmi flop, non necessariamente legati ai risultati d’ascolto ottenuti. Eccoli qui.

I PROGRAMMI TOP

Gomorra Sky

GOMORRA 3: la terza stagione ha confermato la forza della serie targata Sky, con un finale shock che, ovviamente, ha già alimentato l’attesa per la quarta, e già confermata, stagione. E’ anche giusto da sottolineare, però, che parte della naturalezza che ha caratterizzato la prima serie, procedendo con le stagioni, è andata persa.

L’ “internazionalizzazione” di Gomorra, con puntate ambientate all’estero, e una fredda ricerca di frasi ad effetto da dire in posa (perfette per le parodie dei The Jackal) hanno privato i dialoghi di una considerevole dose di veridicità. Ovviamente, si tratta solo di una minuzia. Siamo pronti a firmare tutti e subito per avere le serie italiane della stessa qualità di Gomorra.

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GRANDE FRATELLO VIP: d’accordo, sulla qualità e sui (non) contenuti del reality show andato in onda sulle reti Mediaset lo scorso autunno, potremmo scannarci per ore ma, dati alla mano, il successo del Grande Fratello Vip è innegabile.

Con questa nuova versione, arrivata anche fin troppo tardi in Italia, Mediaset ha rinvigorito un format che, ormai, era clinicamente morto, composto da giovani “sconosciuti” tutt’altro che sbarbati e già scafati per quanto concerne l’uso del mezzo televisivo.

Aver inserito i vip nel reality ha contribuito a rendere più trash le dinamiche e ha regalato al programma almeno altri tre-quattro edizioni di buona salute (sempre in caso di cast azzeccato, ovviamente). Scommessa vinta anche per quanto riguarda la cross-medialità.

X FACTOR: l’undicesima edizione del talent show merita la promozione. A livello musicale, X Factor, dopo un paio di edizioni in cui sostanzialmente non ha piazzato nessun cantante nel panorama musicale italiano (rischiando di diventare il nuovo The Voice), ha scoperto i Maneskin che potrebbero dare un freno a questo preoccupante andazzo. A livello televisivo, Sky ha dovuto ricorrere ad una vecchia conoscenza del talent show, Mara Maionchi, che nonostante la veneranda età, è riuscita a divertire il pubblico molto di più rispetto ai suoi più giovani colleghi.

In poche parole, la Maionchi è valsa il prezzo del biglietto.

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I PROGRAMMI FLOP

Suburra la serie Netflix

SUBURRA – LA SERIE: Né top, né flop a dire il vero. Suburra – La serie, la prima serie italiana targata Netflix paga lo scotto di un filone che, con il successo ingombrante di Gomorra, sembra aver già dato il meglio di sé.

Certo, Suburra non è Gomorra e la componente politica presente nella serie ambientata a Roma è molto più incisiva rispetto alla serie ambientata a Napoli, dove la suddetta componente è solamente accennata.

Ciò non è bastato a Suburra per far parlare di sé in maniera prepotente sui media. Suburra, comunque, ha una seconda chance, quella del passaggio televisivo sulle reti Rai dove, tra l’altro, andrà in onda in una edit version con le scene più esplicite censurate.

Un peccato, anche da questo punto di vista.

STASERA CASA MIKA: La seconda edizione del one-man-show di Mika non ha fatto sfracelli, esattamente come la prima. La formula del programma, forte di un prestigioso premio internazionale come il Rose d’Or Award, ha portato, pian piano, alla disaffezione da parte dei telespettatori.

I più cattivoni hanno dato la colpa alla presenza di Luciana Littizzetto che, oggettivamente parlando, stonava un po’ con l’ambizione quasi internazionale dello show. La Littizzetto è perfetta con un Fazio vicino, non certo con un Mika.

Il fatto è che anche qui in Italia, probabilmente, si è consumato il ridimensionamento di Mika, già avvenuto a livello musicale tra l’altro, considerando che, agli inizi della sua carriera, l’artista di origini libanesi veniva presentato come l’erede di Freddy Mercury.

FESTIVAL DI SANREMO 2017: è una scelta palesemente provocatoria, ovvio. Gli ascolti conquistati dal Festival di Sanremo condotto da due assi televisivi come Carlo Conti e Maria De Filippi sono oggettivamente indiscutibili ma resta il fatto che il conduttore fiorentino, anche direttore artistico del Festival, non ha praticamente mai rischiato, lasciando il palco del Teatro Ariston a tantissimi volti provenienti da tv e talent show.

Ora, non c’è nulla di male nel provenire da un talent show ma l’impressione è stata quella di voler sfruttare la visibilità televisiva dei cantanti in gara, immagazzinata nei mesi precedenti, per non correre troppi rischi all’Auditel. Insomma, è come se la Juventus organizzasse un torneo in casa contro Giana Erminio e Viterbese (con tutto il rispetto, ovviamente).

Fabio Morasca per UpGo.news

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