Il colosso francese Vivendi ha fatto ricorso al Tar contro la delibera Agcom del 18 Aprile scorso che imponeva la modifica delle soglie previste, per rispettare la Legge Gasparri del settore media e telecomunicazioni. In questo modo l’Authority avrebbe obbligato Vivendi a scegliere tra la Tim e il 30% di Mediaset, per una ripartizione già giusta e legale delle quote e della proprietà secondo le normi antitrust.

Mediaset Vivendi TIM
Per l’ Italia Vivendi deve scegliere. O Mediaset, o TIM.

Una risposta possibile per Vivendi potrebbe essere congelare i diritti di voto oltre il 9,9% nel Biscione conferendoli in trust, ma la conferma arriverà solo nelle prossime ore. Attualmente la società francese possiede il 28,8% delle azioni Mediaset e il 29,9% dei diritti di voto, secondo i dati riportati dall’Adnkronos negli ultimi giorni. Tuttavia il ricorso al Tar è legato alla violazione delle norme del Tusmar, secondo cui l’Authority ha sottolineato l’irregolarità e invitato la Vivendi a rimuovere la posizione vietata entro 12 mesi da Aprile per poter permettere una normale attività di monitoraggio.

Entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, Vivendi avrebbe dovuto presentare un piano d’azione per rispettare questo ordine dell’Authority, quindi il mondo delle telecomunicazioni è in attesa di questa decisione prima di procedere in un altro modo.

Nonostante questa procedura, che presenta diversi passaggi complessi e non molto chiari, la Vivendi non ha mai ritenuto legittimo il provvedimento dell’Agcom, ma se non dovessero trovare una soluzione per la richiesta dell’Authority, quest’ultima potrebbe decidere di attuare la sanzione amministrativa prevista dalla legge 249 del 1997, chiedendo alla società francese di sborsare una somma che va dal 2 al 5% del proprio fatturato.

Tutto questo si è verificato dopo la chiusura della partita con l’Unione Europea per il controllo della Tim, che ha portato Vivendi a fare i conti con una nuova dinamica di mercato. Se troverà il modo di sfruttare la situazione a proprio vantaggio, l’effetto francese avrà ancora una volta la meglio su due colossi made in Italy.

Quando si è svolta l’assemblea lo scorso Aprile a Rozzano per capire meglio la situazione, la lista Vivendi aveva presentato ben dieci candidati attendendo il 49,37% dei voti favorevoli dei presenti, contro il 49,005% dei fondi.

E si è aperto nuovamente il conflitto Vivendi in Mediaset e l’Agcom si è sentita in obbligo di sottolineare la violazione delle norme antitrust del colosso francese.

Arnaud De Puyfontaine, CEO di Vivendi, ha definito la Tim un “elemento chiave” della trattativa affermando: “Telecom Italia dispone con Giuseppe Recchi, Flavio Cattaneo e i loro collaboratori di dirigenti di grande talento. Vivendi continuerà a sostenere la  direzione, apportando la sua expertise e le sue risorse in modo da aumentare il fatturato, i risultati dell’operatore e sostenere la sua trasformazione“.

Durante il quale siamo sicuri di aver avviato una importante trasformazione dell’azienda e i risultati ci stanno dando ragione” ha aggiunto Giuseppe Recchi, dirigente Telecom e candidato nella lista Vivendi, tirando le somme dell’azienda alla fine del suo mandato. Quindi dobbiamo solo aspettare qualche giorno per scoprire come andranno questi affari che toccano il mondo delle telecomunicazioni ma anche quello finanziario, che influiranno anche sul futuro del nostro Paese in un modo o nell’altro.

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