Un mare di proteste contro la pioggia di rincari di Vodafone. Nelle scorse ore anche l’associazione di consumatori ADOC ha confermato l’intenzione di effettuare un esposto contro il gestore rosso per i forti ed estesi rincari previsti dal primo aprile 2018.

Proteste Vodafone dopo i rincari
Vodafone, rincari e proteste. Dopo la pioggia di rimodulazioni attesa per aprile si muovono le prime associazioni di consumatori. E gli aumenti del gestore rosso potrebbero diventare un assist per Xavier Niel e Iliad.

Un brutto pesce d’aprile per i clienti della ex Omnitel. Ricordiamo, per chi non avesse seguito la vicenda che le rimodulazioni, messe in atto sia per i clienti ricaricabili che per quelli in abbonamento, sono dovuti al nuovo decreto (DDL) concorrenza.

Gli operatori telefonici sono ora obbligati al ritorno alla fatturazione mensile. Come tutti sanno, da anni le compagnie hanno imparato a strutturare le proprie offerte telefoniche con rinnovi ogni 4 settimane. Un modello che ha consentito alle telco di applicare ai propri clienti 13 mensilità l’anno al posto delle naturali dodici. E in maniera non troppo limpida.

Come abbiamo già raccontato, il Governo è entrato nel merito della questione imponendo ai gestori la formula del mese solare. In questi giorni anche TIM ha chiarito le modalità con le quali applicherà le modifiche.

Ciò che ha fatto arrabbiare di più l’ ADOC è l’ sms con il quale Vodafone sta comunicando a tutta la propria base clienti idettagli delle proprie rimodulazioni. Secondo il punto di vista dell’ associazione consumatori si tratterebbe di una pubblicità ingannevole. Nel messaggio Vodafone infatti sottolinea che il costo di ciascun piano tariffario non subirà alcuna modifica su base annuale.

In effetti è proprio così, visto che la rimodulazione Vodafone non fa altro che spalmare la tredicesima mensilità perduta sulle altre 12. Quindi un aumento del prezzo di ciascun piano tariffario, su base mensile però, che sarà all’incirca dell’8 o 9%.

L’associazione dei consumatori però sottolinea come i gestori siano ora obbligati ad indicare le tariffe proprio su base mensile. Che non è altro che un modo per omologare la presentazione dei diversi piani tariffari dei differenti operatori e rendere più semplice e trasparente il normale processo di confronto tra le diverse offere.

Secondo l’Associazione dei Consumatori ADOC l’indicazione dei costi su base annuale, praticata da Vodafone, costituisce una comunicazione parzialmente mendace. Inoltre, il messaggio inviato da Vodafone ai propri clienti, è carente di quelle indicazioni necessarie per la richiesta del recesso anticipato.

Un diritto di ciascun consumatore in caso di rimodulazioni e di cambiamenti unilaterali alle condizioni contrattuali. Gli operatori in questi casi, sono infatti costretti a permettere il passaggio ad altro operatore mobile, lasciando liberi i clienti da ogni vincolo precedentemente contratto.

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L’Associazione dei Consumatori ADOC chiede, sempre ai fini di una comunicazione trasparente, la comunicazione relativa ai nuovi piani tariffari sulla homepage del sito vodafone.it. Anche sui nostri canali social abbiamo registrato un forte malcontento dei clienti Vodafone in relazione a questa antipatica tredicesima mensilità spalmata.

Ciò che è sicuramente contestabile è il fatto che Vodafone abbia deciso di procedere ai rincari senza però aumentare il bundle di chiamate, sms e navigazione web. Una scelta invece praticata da Tim e che è sembrata tutto sommato più rispettosa dello spirito della nuova normativa.

Quindi, ricapitolando, quel 8% che Vodafone avrebbe perso a seguito della nuova legge sara suddiviso sulle 12 fatture mensili mentre non cambierà la quantità di minuti e giga compresi nel proprio profilo tariffario.

Sono ancora da definirsi le modalità con le quali le associazioni dei consumatori procederanno con l’esposto. Probabile che sarà richiesta l’analisi diretta dell’autorità competente, l’ AGCOM. Il rischio, ancora una volta, è che Vodafone abbia ben calcolato il costo dell’eventuale sanzione, ritenendolo comunque congruo con i guadagni realizzati grazie alla nuova modalità di fatturazione.

Un’operazione anche secondo noi decisamente poco simpatica e che rischia mettere in cattiva luce Vodafone proprio nella fase aprile-maggio, nella quale con tutta probabilità debutterà il nuovo gestore Iliad. Xavier Niel, fondatore di iliad, ha parlato mesi fa proprio del fenomeno antipatia come possibile cavallo di troia per penetrare nel saturo mercato italiano del mobile.

Niel ha più volte tranquillizzato giornalisti e investitori sui rischi della propria iniziativa osservando come in Italia i clienti si percepiscano vessati dalle compagnie telefoniche e quindi ben disposti al passaggio verso un soggetto nuovo è maggiormente trasparente.

Come abbiamo scritto pochi giorni fa, il ritardo del lancio di iliad da questo punto di vista potrebbe essere non casuale e assolutamente strategico. Iliad si troverà ad operare in una primavera caratterizzata da forti e inaspettati aumenti nella telefonia mobile. Un clima più che fertile per il lancio dei piani tariffari a basso costo del nuovo player francese.

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